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#Messina. Scandalo formazione, ecco le richieste dell’accusa

Tribunale giustiziaScandalo formazione a Messina, oggi l’accusa ha presentato le proprie richieste nei confronti di 13 indagati. I pubblici ministeri Antonio Carchietti e Fabrizio Monaco hanno chiesto la condanna più alta (8 anni e 6 mesi) per Elio Sauta, presidente dell’ente di formazione ARAM ed ex presidente dell’Istituzione dei Servizi Sociali del Comune di Messina. Per Grazia Feliciotto, moglie di Sauta, e Natale Lo Presti sono stati chiesti 6 anni e 10 mesi. Sei anni e 4 mesi per Chiara Schirò, moglie del parlamentare FI Francantonio Genovese, per l’ex assessore della Giunta Buzzanca Melino Capone e per suo fratello Natale 5 anni, per Nicola Bartolone 4 anni e 10 mesi, per Salvatore Giuffrè 4 anni. E ancora: per Daniela D’Urso, moglie dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, sono stati chiesti 3 anni e 8 mesi, per Daniela Pugliares 2 anni e 10 mesi, per Cettina Cannavò 2 anni e 8 mesi, per Carlo Isaja 2 anni e 2 mesi, per Giuseppe Caliri 2 anni. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione finalizzata a truffa, tentata truffa, falso in bilancio e a peculato. Chieste anche sanzioni pecuniarie per gli enti coinvolti nell’inchiesta: Ancol, Centro Servizi 2000, Associazione Pianeta Verde, Elfi Immobiliare e Sicilia Service.