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#Messina. Sbarco migranti, Faranda: “Il sindaco dia spiegazioni”

Lo sbarco dei migranti il giorno di Santo Stefano (Foto Dino Sturiale)

Non si placano le polemiche per l’assenza dell’amministrazione comunale durante le operazioni di sbarco degli 886 migranti arrivati a Messina venerdì scorso. Dopo le bacchettate della Prefettura, arrivano quelle del consigliere comunale e capogruppo NCD Daniela Faranda.

“Apprendo dalla stampa che l’amministrazione comunale è stata assente durante lo sbarco nel giorno di Santo Stefano dei quasi 900 migranti, lasciando che si occupassero di loro solo i volontari e altri enti -scrive.

Ritengo l’episodio talmente grave da meritare una spiegazione immediata alla città da parte del sindaco Accorinti, che nonostante i proclami e gli slogan non sente l’esigenza di coordinare e organizzare un minimo di accoglienza né tantomeno sente il dovere di essere presente allo sbarco, proprio lui che ha dato la disponibilità assoluta ad accogliere”.

Alla richiesta di collaborazione inviata dalla Prefettura di Messina a Palazzo Zanca la sera del 25 dicembre l’amministrazione Accorinti non ha mai risposto. “Il sindaco dov’era? -chiede la Faranda. E dov’era l’assessore alle Politiche sociali ? E come mai non si è riusciti a mettersi in contatto con nessuno dell’amministrazione comunale? Non è pensabile che manchi proprio il primo cittadino in una situazione di emergenza che coinvolge la città intera. Nessuna festività può giustificare tale comportamento. Chi amministra e ha promesso di occuparsi di Messina non può andare in vacanza ed essere irreperibile -conclude il capogruppo NDC. La città pretende risposte”.

Ma a mettere qualche puntino sulle i su quanto è avvenuto venerdì scorso ci pensa anche la Protezione Civile Regionale. “Alla richiesta di supporto formulata la sera del 25 dicembre il Servizio di Messina ha subito avviato i contatti con l’amministrazione locale e le organizzazioni di volontariato di protezione civile -spiegano da Palermo, dopo che gli strali della Prefettura hanno riguardato anche l’ente della Regione Sicilia.

Gli interventi di soccorso ai migranti, gestiti sotto il coordinamento delle Prefetture, ricadono sotto il profilo dell’assistenza sanitaria tra le competenze delle strutture preposte (e non alla Protezione Civile Regionale) e, sotto il profilo logistico, tra quelle dell’amministrazione locale, che provvede con le strutture di volontariato presenti sul territorio.

Se l’amministrazione comunale (irrintracciabile nei suoi vertici istituzionali sia da parte del dirigente del Servizio sia dalla Sala Operativa Regionale) non ha garantito il necessario supporto, è evidente che esiste un problema che non può ascriversi alla nostra sfera di competenze.

Nonostante tutto, le associazioni della Misericordia hanno dato il proprio supporto, così come è stata garantita la presenza di un nostro funzionario ed è stata attivata un’associazione per garantire il supporto con un gruppo elettrogeno richiesto dalla Prefettura (non intervenuta per cessate esigenze). Anche la Consulta delle Associazioni di volontariato, con la quale il Servizio di Messina ha mantenuto i contatti, aveva sul posto referenti per verificare le necessità di supporto logistico.

Il Servizio Regionale di Protezione Civile continuerà ad assicurare il proprio supporto -concludono da Palermo- ma è fuor di dubbio che alcuni aspetti relativi alla vicenda migranti necessitino di opportuni approfondimenti“.

Aggiornamento delle 14.27

In merito al recente sbarco a Messina di migranti, il sindaco di Messina Renato Accorinti evidenzia che: “Purtroppo appare evidente, almeno stando a quanto riportato da alcune testate giornalistiche locali, che la gestione dei flussi migratori che transitano, sulla base delle disposizioni ministeriali dal porto di Messina, continui ad avvenire più attraverso i comunicati che attraverso la buona pianificazione degli interventi mediante tavoli appositi e protocolli di intervento. È assurdo pensare che ogni sbarco debba fare storia a sé, ogni volta con metodi di intervento diversi, con grande margine di improvvisazione, senza responsabilità chiare e compiti definiti. Questo grigiore certo torna molto comodo allorquando, in occasione di uno sbarco, pianificato diversi giorni prima e comunque sempre atteso, si stravolga la prassi consolidata, senza neanche la convocazione di un tavolo in cui se ne rappresentino le ragioni. Probabilmente il fatto che i migranti fossero solo di transito – prosegue Accorinti – e non destinati alle strutture del territorio, non hanno reso conveniente affidare il supporto logistico, come sempre avveniva ultimamente, all’ente gestore del PalaNebiolo e stranamente per la gestione sanitaria, affidata attraverso un protocollo prefettizio alla Croce Rossa, con apposita dotazione economica come ricorda la nota del dipartimento Regionale di Protezione Civile, si sia richiesto il supporto del volontariato sanitario. Eppure questa Amministrazione più volte ha chiesto di fare chiarezza, nero su bianco, con protocolli concordati, sulle modalità di intervento in caso di sbarco, senza mai aver ricevuto risposta. In questo non si può non concordare con il dipartimento Regionale di Protezione Civile quando scrive ”è fuor di dubbio che alcuni aspetti relativi alla vicenda migranti necessitino di opportuni approfondimenti”. Appare inoltre fuori luogo, forse perché mal riportato dalla stampa, citare una presunta assenza del Comune in quanto i reperibili del servizio di Protezione Civile comunale, nella fattispecie i geometri Mancuso e Contestabile, insieme all’operatore Guarnera si sono recati sul posto e hanno consegnato, come  testimoniato del resto dalle ricevute di consegna, le tende che erano state richieste e che poi qualcuno ha deciso che non dovessero essere montate. Non si capirebbe del resto chi, a questo punto, avrebbe messo a disposizione il mezzo ATM che ha fatto la spola nella serata tra il porto e il PalaNebiolo per il trasporto di circa 200 persone migranti. Quello che più sorprende, e lascia l’amaro, è comunque constatare, per l’ennesima volta, come a Messina vada di moda interloquire tra Amministrazioni attraverso le testate giornalistiche mediante attacchi che hanno il sapore di colpi propri della cattiva politica. Questa Amministrazione del resto ha dimostrato – conclude il sindaco – e continua a farlo con esempi virtuosi, come per il piano coordinato di gestione della vigilanza urbana, di voler fare rete con le altre Istituzioni senza volersi misurare con le polemiche e attacchi politici”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.