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#Messina. Santa Rita: no dei lavoratori a revoca accreditamento

Protesta Clinica Santa Rita 18-2-2015 aCrocetta a Messina e i lavoratori della clinica Santa Rita ribadiscono il no alla revoca del’accreditamento, decisa dall’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino il 15 febbraio scorso.

Una scelta che ha stroncato le aspettative dei 32 lavoratori ancora in forze all’ATi Hospital, la società ormai fallita, ultima a gestire la struttura privata.

“Al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta -racconta il segretario generale della FP Cgil Clara Crocé– abbiamo espresso tutto il nostro disappunto per il provvedimento di revoca dell’accreditamento della clinica al sistema sanitario nazionale.

Non riusciamo a comprenderne i motivi, visto che la decisione arriva proprio alla conclusione della procedura fallimentare. La Regione ha scelto questa strada, mantenendo solo 9 posti letto per acuti da cedere a un’altra azienda.

Vogliamo comprendere i motivi di questo cambio rotta. Così facendo, si cedono budget e 31 posti letto ad altre province.

La clinica Santa Rita, collocata a metà tra l’ospedale Piemonte e il Papardo, non serviva soltanto la popolazione messinese, ma anche quella calabrese e molti cittadini attraversavano lo Stretto per curarsi nella struttura. Un altro scippo per la nostra città”.

La FP Cgil di Messina e i lavoratori hanno chiesto a Crocetta la revoca in autotutela del provvedimento firmato dal dirigente generale dell’assessorato alla Salute Tozzo.

“L’assessore Borsellino evidentemente non è stata messa nelle condizioni di leggere tutta la documentazione trasmessa dai legali e dalla curatela fallimentare -puntualizza la Crocè.

Per questo motivo chiediamo un urgente incontro. Il presidente Crocetta ha ammesso delle incongruità nella vertenza e ha assunto l’impegno di  fornire delle immediate risposte.

Attendiamo fiduciosi dei positivi riscontri -conclude la dirigente sindacale. In caso contrario, siamo pronti a marciare  su Palermo”.

 

 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.