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Messina, processo Beta 1 clan Romeo-Santapaola: pene ridotte e assoluzioni in appello

MESSINA. Ridotte in appello le pene del processo Beta 1, scaturito da un’operazione antimafia sulla famiglia Romeo-Santapaola di Camaro e sui suoi rapporti con imprenditori e professionisti messinesi. I giudici della Sezione Penale della Corte d’Appello presieduta dal giudice Maria Celi, consiglieri Carmelo Blatti e Bruno Sagone, hanno modificato così la sentenza dell’ottobre 2018: Vincenzo Romeo 12 anni di reclusione, Benedetto Romeno 8 anni, 3 mesi e 20 giorni, Antonio Romeo 8 anni, 2 mesi e 20 giorni, Marco Daidone 8 anni e 20 giorni, Biagio Grasso 5 anni, Fabio Laganà, Nunzio Laganà e Giuseppe Verde 4 mesi, Gianluca Romeo un anno e 10 mesi, Giovanni Bevilacqua un anno, 9 mesi e 10 giorni, Antonio Rizzo a 2 mesi. Parzialmente assolti Giovanni Bevilacqua, Antonio Lipari, Salvatore Lipari, Benedetto Romeo, Vincenzo Romeo, Biagio Grasso e Gianluca Romeo. Assoluzione totale invece per Caterina Di Pietro perché il fatto non sussiste, Maurizio Romeo e Giorgio Stefano Piluso perché il fatto non costituisce reato e Pasquale Romeo per non aver commesso il fatto. Revocate le confische della Win Play, dell’agenzia di scommesse di viale Italia e di alcuni rapporti bancari di Pasquale Romeo. In primo grado c’erano state 19 condanne e 2 assoluzioni. Gli imputati, che avevano scelto il rito abbreviato, sono stati difesi dagli avvocati Domenico André, Tommaso Autru Ryolo, Nino Cacia, Angelo Colosi, Antonello Scordo e Salvatore Silvestro.