Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Messina. Passa l’ampliamento del metanodotto. Lo Presti: “Un regalo alla Snam”

Nina Lo Presti, consigliere comunale Gruppo Misto
Nina Lo Presti, consigliere comunale Gruppo Misto

Una liaison impensabile quella tra la Snam e l’amministrazione Accorinti, benedetta dal Consiglio comunale. Con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti l’Aula ha approvato l’ampliamento del metanodotto della Snam, che realizzerà il nuovo impianto a Zafferia su un’area di 2.700 metri quadri di proprietà del Comune.

Di fatto, un regalo dell’amministrazione Accorinti alla multinazionale che non darà nulla in cambio alla città.

La delibera proposta da Pietro Iannello del PD e passata con i voti di UDC, DR e Megafono (diversi consiglieri del Partito Democratico o si sono astenuti come il capogruppo Paolo David o erano assenti come Daniele Zuccarello o hanno votato contro come Donatella Sindoni) non prevede infatti alcuna opera compensativa per Messina.

A fare fuoco e fiamme in aula il consigliere Nina Lo Presti del Gruppo Misto. Che proprio non ci sta a far passare la cosa sotto silenzio. “Si tratta di installare tubi più grossi, ma la città non ha questa esigenza. La verità è che quello della Snam è un progetto a livello nazionale, perché la società vuole diventare un nuovo gas hub per l’Europa del Sud e sta potenziando gli impianti in tutta italia”.

Accusa questa, confermata da quanto si legge proprio nel sito aziendale. “Il percorso di sviluppo non va più inquadrato in chiave squisitamente nazionale -spiegano- ma in una logica di sistema cross-border. Da questo punto di vista, l’Italia costituisce un paradigma per l’intera Europa. Entrambe hanno una produzione interna in declino e dipendono per la stragrande maggioranza da pochissimi paesi fornitori esterni all’Unione. Il nostro Paese si differenzia, però, dagli altri per due aspetti che la rendono pressoché unica nel panorama europeo: una posizione geografica vantaggiosa, data la prossimità di diverse fonti di approvvigionamento, e la presenza di un operatore integrato in tutte le attività regolate (trasporto, rigassificazione, stoccaggio e distribuzione) come Snam”. Più chiaro di così.

“Nella delibera approvata oggi -spiega la Lo Presti- c’è scritto che il potenziamento presuppone la costruzione un nuovo metanodotto. Ma i 2.700 metri quadri necessari per realizzarlo sono di proprietà del Comune: a che titolo sono stati ceduti? Oggi in Aula c’era l’assessore Sergio De Cola, che però non ha dato spiegazioni in questo senso. In altri Comune hanno sottoscritto prima dei lavori delle convenzioni per opere compensative, ma a Messina no. De Cola sostiene che si farà successivamente, ma è ovvio che dopo non otterremo nulla”.

Snam Rete  Gas

Per quanto riguarda poi un atto fondamentale come la Valutazione di Incidenza Ambientale, c’è solo il preliminare e non è neanche stata redatta dall’ufficio preposto, come ha denunciato in aula il consigliere Piero Adamo (Fratelli d’Italia-AN).

“Non c’è più territorio -dichiara Adamo. Non c’è più niente da dare a nessuno. Sorprende che proprio questa amministrazione non lo capisca. Hanno regalato un’area alla Snam e Messina, i cittadini, non avranno nulla in cambio perché nessuno ha pensato di chiedere opere compensative”.

“Ieri è caduto numero legale, oggi invece hanno chiamato a raccolta i consiglieri necessari e l’hanno fatta passare -incalza la Lo Presti. Ma non ci sarà alcun vantaggio per la città. Il dirigente del dipartimento interessato, l’architetto Schiera, ha detto che Messina ha bisogno di questo impianto, ma non è così. E’ un strategia a livello nazionale, calata dall’alto e che non apporterà alcun beneficio alla città, anzi. A nostre spese la Snam potenzierà un impianto per vendere il gas agli altri Paesi. E che anche con la Giunta Accorinti prevalgano gli interessi dei privati è davvero intollerabile”.

Tra l’altro dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 l’impianto Snam di Faro Superiore, adesso in stato di abbandono e quindi potenzialmente una bomba a orologeria dal punto di vista ambientale, fu individuato come un obiettivo strategico per i terroristi e fu subito presidiato. Ma con grosse difficoltà sia a causa delle abitazioni molto vicine che per la mancanza di vie di fuga.

“Perché accettare supinamente e senza ragionare una cosa del genere? -chiede la Lo Presti. Questa delibera è stata sottovalutata non solo dall’amministrazione m anche da parecchi consiglieri”. La palla passa adesso all’assessorato regionale al Territorio, perché il progetto potrà passare solo in variante al Piano Regolatore Generale.

e

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.