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#Messina. Occupata la CCIAA: i dipendenti vogliono l’accorpamento

I lavoratori della Camera di Commercio

Temono per gli stipendi e le pensioni. Da oggi pomeriggio sono in stato di agitazione e hanno occupato a oltranza la Camera di Commercio di Messina.

A fare saltare gli equilibri, peraltro precari, dell’ente camerale, lo stop del presidente della Regione Rosario Crocetta all’accorpamento con Catania. Una decisione che ha fatto segnare un punto alla Confcommercio presieduta da Carmelo Picciotto, che ha presentato e vinto un ricorso contro l’amministrazione regionale, ottenendo dal TAR l’insediamento del Consiglio camerale, bloccato dal 2012.

Ad alimentare la tensione la notizia che senza la fusione con la struttura etnea, nella quale convergerebbero anche Siracusa e Ragusa, Unioncamere negherebbe il milione di euro previsto dal Fondo di Perequazione.

Contestualmente, i lavoratori hanno diffidato il commissario Franco De Francesco dall’interrompere l’iter per gli accordi con le Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa che dovrebbero portare alla conclusione dell’unificazione.

Già il 3 febbraio scorso i segretari aziendali di Cgil, Cisl e Uil Angela Cacciola, Antonino Scimone e Carmelo Gatto avevano dichiarato di guardare con favore “all’istituzione della nuova Camera di commercio della Sicilia orientale. Un progetto da attuare entro il 28 febbraio prossimo, pena la decadenza dai benefici economici derivanti dalla concessione del fondo di perequazione messo a disposizione da Unioncamere, intorno al milione di euro per ciascun ente.

Quando oggi De Francesco ha annunciato il niet all’accorpamento e il segretario generale Enzo Musmeci ha diramato una nota con la quale sottolineava che senza il Fondo di Perequazione ci sarebbero stati problemi per l’erogazione degli stipendi a partire da giugno è scattata la protesta.

“E’ una scelta insensata e scellerata. Così facendo -scrivono le organizzazioni sindacali- l’ente di piazza Cavallotti, che conta 69 mila imprese iscritte e non 80 mila (così come previsto dalla legge) non potrà accedere al Fondo Perequativo. In Sicilia le Camere di Commercio pagano anche le pensioni: con la progressiva riduzione del diritto camerale annuale voluta dal Governo Renzi e la perdita del Fondo è impossibile sostenersi e pagare le pensioni ai dipendenti in quiescenza”.

A prendere posizione sulla vicenda anche il presidente Picciotto, che getta il cuore oltre l’ostacolo e annuncia la presentazione di un emendamento in Senato. “Lo stato di agitazione del personale della Camera di Commercio, rispetto alla battaglia intrapresa dalle associazioni datoriali che vogliono preservare l’indipendenza dell’Ente camerale. Voglio tranquillizzare i dipendenti, perché la nostra battaglia è anche funzionale alla salvaguardia delle rispettive posizioni lavorative.

Tuttavia, non va perso di vista l’obiettivo principale della nostra battaglia che è quello di preservare il tessuto produttivo della nostra provincia. In fondo, gli imprenditori sono i veri datori di lavoro dei dipendenti della Camera di Commercio e non possono essere le vittime di un disegno strategico tendente a spostare il governo della nostra economia a Catania.

La protesta, tuttavia, rafforza la nostra battaglia che è rivolta al mantenimento del fondo perequativo mediante un emendamento alla legge (quella sulla riforma alla Pubblica Amministrazione, ndr) che è in discussione al Senato e che prevede l’estensione del beneficio del Fondo alle Camere di Commercio delle città metropolitane”.