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#Messina. No del Partito Comunista alla fusione Piemonte-Neurolesi

Una delle tante proteste per salvare l'ospedale Piemonte
Una delle tante proteste per salvare l’ospedale Piemonte

Il Partito Comunista dei Lavoratori di Messina si schiera con fermezza e decisione contro la fusione Piemonte-Neurolesi.

Un’operazione atta a tutelare i soliti interessi nella sanità da parte della politica borghese, che, come tristemente spesso accade, non tiene conto delle centinaia di lavoratori coinvolti in questa vicenda.

In questi giorni si è infatti assistito al solito teatrino tra il PD e l’UDC, ora in polemica politica riguardo la tanto discussa fusione che dovrebbe riguardare il centro Neurolesi e l’ospedale Piemonte.

E mentre i dipendenti coinvolti vivono ormai da mesi nella più totale incertezza riguardo il posto di lavoro e il futuro, nei palazzi del potere messinesi e palermitani la politica finge di schierarsi.

In un patetico turbinio di interessi ora da difendere ora da attaccare, ma nel costante disinteresse nei confronti delle difficoltà dei lavoratori e nel totale allineamento alla

Giunta regionale Crocetta come nel caso dell’amministrazione Accorinti, ma questo non è una novità.

Per l’on. Beppe Picciolo (PDR) la fusione dell’ospedale Piemonte “è una delle poche grandi opportunità di crescita della sanità e dell’economia di Messina…”. Incredibile, ma vero.

La verità è che, anche alla luce delle notizie di cronaca degli ultimi giorni, appare sempre più evidente l’intento da parte della Giunta Crocetta di mettere pesantemente le mani sulla sanità ed è la conferma del disagio che ha indotto Lucia Borsellino a dimettersi per le pressioni affaristiche e di lottizzazione (come si evince dalle denunce dell’ex assessore) che costantemente riceveva.

Siamo insomma costretti ad assistere all’ennesimo tentativo da parte dei gruppi dominanti regionali e dei loro rappresentanti politici di infiltrarsi pesantemente nella sanità regionale, da sempre un settore strategico per la creazione del consenso e del business.

Questo sciacallaggio, però, è fatto come sempre sulle carni vive dei lavoratori, vittime dei giochi di palazzo e ancora oggi incerti sul loro futuro. Il Partito Comunista dei Lavoratori è loro vicino e rifiuta qualsiasi strumentalizzazione e losco tranello da parte dei gruppi dominanti locali, regionali e dei loro rappresentanti politici.