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#Messina. No alla “Buona scuola” di Renzi: in migliaia in corteo

Corteo sciopero scuola 5-5-2015Le manifestazioni ufficiali in Sicilia contro la “Buona scuola” di Renzi erano state organizzate a Palermo e Catania, ma questa mattina anche Messina ha fatto la sua figura. A sfilare in corteo per le vie della città, per una volta dalla stessa parte, studenti e docenti di ogni ordine e grado, accompagnati dai sindacati di categoria.

A loro si sono aggiunti in tanti che temono per il futuro della scuola italiana, già seriamente compromessa da una serie di riforme una più discutibile dell’altra e che da quella di Renzi riceverà il colpo di grazia.

In tutto almeno 2 mila persone che hanno sfilato da piazza Antonello alla Prefettura, per dire no alla “Buona scuola” di Renzi, che tutto è tranne che buona. A spiegarci le ragioni della protesta Maria Arruzza, docente di lettere. 

“A settembre Renzi ha messo online le idee per il disegno di legge chiedendo ai cittadini (tutti, quindi non addetti ai lavori) di discutere insieme. Dei 12 punti messi a fuoco (https://labuonascuola.gov.it/documenti/I_12_punti.pdf?v=d0f805a)  si è discusso e tutto sommato erano perfettibili ma non negativi.

A distanza di mesi il Governo presenta un disegno di legge che scavalca quei 12 punti e aggiunge invece altre novità. Fra queste l’esautorazione del Collegio Docenti. Che fino a questo momento è sovrano, decide in maniera democratica cosa introdurre nei piani dell’offerta formativa (POF) delle proprie scuole.

In soldoni, decide come investire il fondo di istituto (progetti, formazione e altro). Preso atto della decisione del Collegio Docenti, il dirigente scolastico e il Consiglio di Istituto deliberano. Con il disegno di legge renziano questo passaggio democratico fondamentale viene meno.

Corteo sciopero scuola 5-5-2015 bIn una prima stesura era solo ed esclusivamente il dirigente scolastico a decidere come e in cosa impegnare i fondi, poi con un emendamento tale decisione è stata allargata anche al Consiglio di Istituto (formato da personale amministrativo, docenti, dirigente e rappresentanza genitoriale). Allora ci chiediamo che funzione avrà il collegio docenti se non potrà più deliberare? Docenti silenti? Yesmen? Nel disegno di legge poi non si parla degli ATA (i collaboratori scolastici), come se la loro funzione fondamentale non contasse. Che fine faranno? Da chi saranno sostituiti?”.

Sparito il vecchio preside, o dirigente scolastico, come si dice da alcuni anni, arrivano gli sceriffi? “Ancora nel ddl è introdotta la figura di un dirigente-sceriffo che stabilisce chi deve insegnare e chi no sulla base di curricula all’interno di un albo territoriale che solo in primo momento riguarderà i docenti appena messi in ruolo e i docenti che chiedono trasferimento, ma che nel triennio riguarderà tutti i docenti.

Attualmente invece sono le graduatorie che consentono la mobilità. Ora ci viene detto che è per la meritocrazia. Così facendo invece si creeranno delle sperequazioni enormi fra scuole di serie A (dirigenti ad alto budget, scuole centrali ben fornite di strumenti, ambienti socialmente in) e scuole di serie B (scuole decentrate, ambienti socioeconomici difficili, dirigenti con minore capacità di spesa). Quindi i cittadini di serie A avranno scuole di serie A e docenti di serie A e gli altri? Che importa? Alla faccia della lezione di Don Milani che il governo sbandiera come esempio da seguire”.

Renzi parla di meritocrazia. “In realtà se si volesse seguire il criterio della meritocrazia, i dirigenti hanno già strumenti per premiare i meritevoli (note di merito) e punire i lavativi (note di demerito), ma non li usano (o perlomeno li usano soltanto in negativo). Che necessità c’è di introdurre questa novità?”.

Altra nota dolente sono i trasferimenti dei docenti. “Chi chiede trasferimento pur essendo di ruolo da anni titolare di sede, è messo nel giro dei senza sede e rientra nelle chiamate su qualsiasi sede nell’ambito regionale. Avete un’idea di quanti docenti hanno chiesto una sede fuori provincia o fuori regione pur di lavorare? Questi docenti lo hanno fatto perché a fronte di un sacrificio di un triennio sapevano di poter aver diritto a chiedere il rientro nella provincia di appartenenza. Con il nuovo ddl, se dovessero chiedere un trasferimento non lo otterrebbero e perderebbero anche la sede di titolarità acquisita”.

Corteo sciopero scuola 5-5-2015 aIl presidente Renzi sostiene che se non passa la riforma non ci saranno assunzioni. “E’ la vigliaccata del ricatto: se non passa il ddl non possiamo assumere 100 mila docenti. E’ una bugia. Dovranno assumerli indipendentemente dal ddl perché così ha deciso la Corte di Giustizia europea (http://www.altalex.com/index.php?idnot=69638). E comunque sono 250 mila: altro che 100 mila!”.

Stando così le cose, quale sarà il futuro della scuola italiana? “Penso che finché di scuola si occuperanno persone che con la scuola non hanno nulla a che fare non ci sarà mai una riforma giusta. La scuola italiana ha bisogno di investimenti strutturali, ambienti salutari in cui lavorare, proposte formative per gli studenti adeguate alle esigenze future lavorative (laboratori veri e non stage estivi nei posti di lavoro, come i famosi lavoretti a scaricare casse di frutta di Poletti), motivazioni per i docenti.

I lavativi? Ci sono sempre stati in tutti i posti di lavoro. Anche dentro il Parlamento. La normativa già prevede le sanzioni per chi non lavora o lavora male. Che si applichi. Ma questo atteggiamento bacchettatore e minaccioso è davvero insopportabile”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.