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#Messina. Niente gita per lo studente down: la sua insegnante di sostegno resta a casa

Dall’indignazione sui social alla lettera al ministro dell’Istruzione Giannini. Salvatore ha 17 anni, frequenta il liceo Basile di Messina e tra una settimana sarebbe dovuto partire per la gita scolastica insieme a tutti i suoi compagni di classe.

Ma, stando alla denuncia su Facebook del padre dello studente, tra la preside e l’insegnante di sostegno (Salvatore è down) ci sono dei problemi e quest’ultima non parteciperà alla gita.

La storia è stata raccontata questa mattina e subito è esplosa la reazione di chi ha letto quanto ha scritto il papà dello studente.

“Può una preside di un istituto scolastico decidere, per ragioni meramente personali e a causa di un litigio con la professoressa di sostegno di mio figlio, decidere all’ultimo momento di non fare partire per una gita scolastica la stessa professoressa di sostegno, che segue e conosce mio figlio da tempo? Costringendo pertanto a non far partire anche mio figlio, la cui adesione alla partenza era stata data solo in considerazione della presenza della sua insegnante di sostegno!! Come facciamo noi genitori adesso a spiegare a nostro figlio che non può partire per la gita?

Che una persona adulta e predisposta alla sua educazione scolastica e soprattutto al suo inserimento nella società, e che per altro è anche preside, abbia deciso per conto suo costringendolo a non partecipare? Lui è eccitatissimo e felicissimo per la partenza, sarebbe stata la sua prima volta… Io non parlo mai di cose personali su Facebook, e spesso non comprendo perché la gente lo faccia. Però questa volta non potevo stare zitto. Il dolore, la rabbia che provo dovevo sfogarli in qualche modo“.

Pronta la replica della preside Pucci Prestipino, raggiunta telefonicamente per chiederle chiarimenti su quanto è successo. “Non è vero niente -tuona- e sto andando a querelare chi ha scritto questa storia. Nei giorni scorsi abbiamo mandato una e-mail alla famiglia dicendo che il ragazzo sarà affiancato da due insegnanti di sostegno (uno dei quali senza ragazzi da seguire presenti alla gita) e che la madre avrebbe potuto partecipare gratuitamente. Più di questo cosa avremmo dovuto fare?”.

Obiettiamo che il ragazzo è abituato a rapportarsi con quell’insegnante da anni. “E che sono badanti i professori? -risponde la preside. Allora ogni ragazzo dovrebbe partire con la propria insegnante? In ogni caso tutto quello che è stato scritto non è vero e querelerò chiunque lo ha fatto o lo farà”.

Anche il padre di Salvatore ha annunciato le denunce del caso e a questo punto ci penserà chi di dovere ad andare fino in fondo. Sui social molte persone che hanno letto questa storia chiedono alla preside un ripensamento. Su Facebook gira anche una lettera da inviare al ministro Giannini perché intervenga e sembra che l’appello abbia già avuto successo. Lo slogan? #Salvatoredevepartire. E tramite il responsabile Saro Visicaro, anche l’associazione Metere & Miles ha offerto il proprio sostegno alla famiglia “in difesa del diritto contro le discriminazioni”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.