#Messina. Malasanità: anziana 86enne aspetta 15 ore un letto al Papardo

Ospedale Papardo a Messina. Uno dei tanti casi, verrebbe da dire. A segnalarcelo un nostro lettore, il signor Mario. “Alcuni giorni fa la mia famiglia ha vissuto una situazione inaccettabile. Mia suocera, 86 anni, si è sentita male verso le 11 di sera.

Abbiamo subito chiamato il 118 spiegando l’emergenza, ma ci hanno detto subito che c’era da aspettare perché la sola ambulanza disponibile doveva arrivare da Saponara, a 20 chilometri da casa nostra, e che ci sarebbe voluto del tempo”.

Ma non è tutto. “Quando abbiamo chiesto come fosse possibile un’attesa del genere ci hanno risposto che la gente chiama anche per delle stupidaggini. Tra una cosa e l’altra mia suocera è arrivata al Pronto Soccorso dell’ospedale Papardo a mezzanotte. Quando entriamo ci dicono subito che non escludevano che per mancanza di posti letto c’era il rischio, fortunatamente rientrato, di essere dirottata in qualche ospedale della provincia. A questo punto si erano fatte le 2 del mattino.

Mia suocera, quasi novantenne, è rimasta seduta oltre quindici ore in una poltroncina del reparto di Cardiologia in attesa di un posto letto, che è arrivato

nel pomeriggio, intorno alle 15,30. La  domanda sorge spontanea: a quale dei super pagati manager dobbiamo situazioni come questa?”.

Ma la famiglia dell’anziana signora denuncia anche la carenza di personale infermieristico e ausiliario. “Una volta negli orari in cui vige il divieto di accesso al pubblico le porte dei reparti sarebbero state chiuse -racconta ancora il signor Mario- e non ci sarebbe stato permesso passare la notte in stanza per aiutare i nostri familiari. Ormai non è più così. Anzi, ci chiedono esplicitamente di restare in reparto per provvedere alle elementari esigenze del malato: imboccarlo, lavargli il viso e altro, perché il personale è ridotto all’osso: un infermiere professionale per ogni reparto e un’addetta alle pulizie per due ed ecco spiegato il motivo delle porte sempre aperte. Tutto ciò è semplicemente vergognoso”.

Giriamo la questione ai vertici dell’Azienda Papardo. Assente il manager Michele Vullo, parliamo con il direttore sanitario Paolina Reitano. “Sul fatto che ci sia una notevole carenza di posti letto non ci sono dubbi -replica. Resta da vedere per quale motivo la signora è stata ricoverata. Mi dispiace per l’attesa, ma a dare la priorità per il ricovero è la patologia e non l’età. In ogni caso, anche rispetto alla carenza di personale (che non mi risulta) verificherò cosa è successo”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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