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#Messina. Lotta alla mafia: un protocollo per tenere l’illegalità fuori dal Parco dei Nebrodi

Foto Paolo Furrer
Foto Paolo Furrer

Basta con la mafia nel Parco dei Nebrodi. Basta con delinquenti che arrivano a cavallo nel centro dei paesi per intimidire con la propria presenza. Basta con chi si appropria degli spazi pubblici, considerandoli cosa sua.

Adesso è tutto nero su bianco, grazie a un protocollo di legalità siglato stamane a Messina tra Prefettura, Regione Sicilia, Ente Sviluppo Agricolo, Parco dei Nebrodi e i sindaci dei Comuni interessati.

Obiettivo del documento la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni mafiose, mettendo in rete le informazioni e rafforzando la collaborazione tra i soggetti che hanno firmato il protocollo.

Braccio armato dell’intesa, l’Ispettorato Forestale e il Corpo di Vigilanza del Parco dei Nebrodi. Per mettere fine a situazioni di illegalità conclamata, innegabilmente favorite da un commissariamento durato dieci anni, adesso è vietato “concedere a terzi la titolarità o l’utilizzo del bene” e si dovranno “denunciare immediatamente all’autorità giudiziaria ogni illecita richiesta di denaro o altra utilità”, proposte di protezione o tentativi di estorsione.

I sindaci che hanno siglato il protocollo di legalità
I sindaci che hanno siglato il protocollo di legalità

Presenti tutti i sindaci dei Comuni che rientrano nel perimetro del’Ente Parco (Alcara Li Fusi, Acquedolci, Capizzi, Caronia, Cesarò, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, Raccuja, Reitano, San Fratello, San Marco d’Alunzio, Santa Domenica Vittoria, Sant’Agata Militello, San Teodoro, Santo Stefano Camastra, Tortorici, Ucria e Troina) con l’eccezione del sindaco di Floresta Sebastiano Marzullo che, come ha sottolineato il prefetto Stefano Trotta “non è presente e non ha fornito l’adesione formale al protocollo”.

Trotta ha sottolineato che quelli del Parco dei Nebrodi “sono territori che costituiscono una risorsa eccezionale per la Regione, che devono essere valorizzati. Finalmente dopo molti anni l’Ente ha un presidente che sta lavorando (Giuseppe Antoci, ndr) e a questo si aggiungerà la presenza costante delle forze dell’ordine. I Comuni all’interno del perimetro soffrono diverse problematiche. Dalle carenze infrastrutturali e nei collegamenti, alla chiusura di uffici pubblici, all’emigrazione, fino alla sensazione di abbandono e, a causa della carenza di risorse, alla difficoltà a gestire i servizi sociali. Doverosa quindi, l’attenzione delle istituzioni nei confronti dei piccoli Comuni“.

Il presidente Antoci ha dichiarato che “la volontà di arrivare al protocollo viene fuori da un lavoro congiunto, mentre ogni giorno si collabora con i sindaci. I territori dei Nebrodi devono essere aree di sviluppo e non di malaffare e lo sviluppo deve avvenire nella massima legalità”.

Presenti le massime autorità cittadine e militari
Presenti le massime autorità cittadine e militari

Il commissario straordinario dell’ESA, il messinese Francesco Calanna, ha puntualizzato che “il protocollo chiarisce che i beni pubblici non possono essere utilizzati per determinare arricchimenti illeciti o alimentare circuiti malavitosi e mafiosi”.

“Questa è un’azione concreta contro i furti dei terreni della Regione -ha poi concluso il presidente Crocetta, arrivato more solito con un’ora e mezza di ritardo insieme agli assessori Croce e Caleca, mentre le massime autorità cittadine e militari lo aspettavano, dimostrando ancora una volta una totale mancanza di rispetto per i propri interlocutori– serve uno sforzo organizzato.

Quella messa in campo è una grande operazione che sottrae i terreni dei parchi regionali e comunali non solo alla mafia, ma anche a chi mette in atto truffe contro l’Unione europea, arricchendosi senza creare posti di lavoro”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.