#Messina. Lo Presti e Sturniolo: “L’ipocrisia di Accorinti sull’acqua pubblica”

I consiglieri comunali Gino Sturniolo e Nina Lo Presti (Foto Paolo Furrer)
I consiglieri comunali Gino Sturniolo e Nina Lo Presti (Foto Paolo Furrer)

Nota dei consiglieri comunali Nina Lo Presti e Gino Sturniolo sull’AMAM. “Uno degli aspetti che caratterizza l’Amministrazione Accorinti è il costante tentativo di nascondere la verità contenuta nei provvedimenti amministrativi con una falsa comunicazione mediatica -scrivono i due esponenti del Gruppo Misto.

La Giunta guidata da Renato Accorinti sa benissimo che si governa con atti amministrativi e non attraverso la propaganda. L’occasione per avere una posizione d’avanguardia sulla questione dell’acqua pubblica la Giunta l’ha avuta appena un paio di settimane fa con la presentazione (seguita poi dall’approvazione dell’Aula) del nuovo Statuto dell’AMAM.

In quel nuovo Statuto tutti gli elementi che sono oggi richiamati ipocritamente dalla Giunta contro la legge regionale sulla pubblicizzazione dell’acqua non erano presenti. Presentammo noi gli emendamenti per impedire che l’ente gestore potesse essere retto da un amministratore unico, perché l’acqua fosse considerato bene non economico, perché a ogni messinese fossero comunque garantiti 50 litri al giorno, perché lo 0,4% del fatturato fosse destinato

a un fondo di solidarietà per i non abbienti. Di tutte quelle proposte solo la prima superò il vaglio dell’aula. Gli altri emendamenti furono sacrificati sull’altare dell’ennesima emergenza.

Questi aspetti li avevamo già segnalati al tempo dell’approvazione del Piano di Riequilibrio. Nel Piano finanziario dell’AMAM era previsto che come strumento per il recupero dei crediti da parte dell’ente gestore ci fosse l’interruzione della fornitura idrica. Fu uno degli argomenti qualitativamente più importanti per esprimere il nostro rifiuto a quel documento che rappresentava l’inizio di una politica lacrime e sangue per i cittadini messinesi.

Presentammo poi con una interrogazione la nostra sorpresa rispetto al fatto che l’amministrazione cosiddetta dei beni comuni non procedesse, come indicato da tutte le proposte dei Forum dell’acqua pubblica, verso la trasformazione della natura societaria dell’ente gestore da Spa ad azienda speciale. Esattamente per togliere alla fornitura dell’acqua il carattere di servizio di natura economica, essendo l’acqua il più emblematico dei beni comuni.

L’ipocrisia dell’amministrazione Accorinti sulla questione dell’acqua è il simbolo di un modello di azione politica: rivoluzionari lontani da casa, conservatori a casa. L’amministrazione sa bene che sono già centinaia le procedure avviate per la sospensione della fornitura del servizio idrico e sa anche bene che nei prossimi mesi diventeranno migliaia. Qualcuno ci è o ci fa!”.

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