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#Messina. Lo Presti e Sturniolo chiedono il Garante per i detenuti

I consiglieri comunali Gino Sturniolo e Nina Lo Presti (Foto Paolo Furrer)
I consiglieri comunali Gino Sturniolo e Nina Lo Presti (Foto Paolo Furrer)

Istituire anche  a Messina il Garante delle persone private della libertà. La proposta è dei consiglieri del Gruppo Misto Nina Lo Presti e Gino Sturniolo.

I due esponenti politici ricordano che l’articolo 2 della Costituzione prevede che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Sull’argomento qualcosa la dice anche lo Statuto del Comune di Messina, che proprio all’articolo 1 prevede,  tra l’altro, valori quali la libertà, la pace, la solidarietà, la moralità, la cooperazione, le pari opportunità, la responsabilità individuale e sociale e in quello successivo il rispetto della dignità dell’uomo e della solidarietà sociale.

“La figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale -spiegano la Lo Presti e Sturniolo, che hanno anche predisposto il regolamento– prevede che possa avere colloqui con i detenuti e gli internati, anche per compiere atti giuridici e che possa visitare senza necessità di preventiva autorizzazione gli istituti penitenziari che insistono sul territorio di competenza. Visto che la Legge Regionale n°5 del 2005 contempla questa figura per favorire l’inserimento lavorativo e la formazione scolastica e universitaria dei detenuti   riteniamo opportuno che sia istituita anche a Messina”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.