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#Messina. Le scalinate dell’arte: domani l’inaugurazione della mostra “Messina per Messina”

messinapermessinaDomani, sabato 21 maggio alle 18, al Palacultura Antonello, si terrà l’inaugurazione della mostra Messina per Messina, sottotitolo Il viaggio infinito del pittore Lillo Messina. L’esposizione è realizzata da Le Scalinate dell’Arte, progetto pluriennale con il Comune di Messina capofila e la società Team Project come partner, finanziato nell’ambito del Po Fesr Sicilia 2007-2013.
L’antologica, curata da Mosè Previti, si concluderà il 26 giugno. In mostra 96 opere dal 1962 ad oggi, e in catalogo un imponente apparato critico da Claudio Strinati ad Andrea Romolo Barberini. L’artista ritorna nella sua città d’origine dopo decenni di mostre e successi in Italia e all’estero.
Messina – Nome omen, effettivamente. Un nome su cui si gioca anche per il titolo della sua mostra, la prima (eccezion fatta per una piccola esposizione di decenni fa) con cui il pittore si presenta alla sua città. Messina per Messina è possibile visitarla da martedì a domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 19,30, lunedì giorno di chiusura.
Accompagnando le visioni di una vita, l’esposizione recupera all’artista, che ha raccolto riconoscimenti in tutta Italia, la relazione umanissima con i luoghi della sua inesausta ricerca.
“Obiettivo dell’antologica – spiega Giovanni Lucentini, presidente di Team Project – è quello di far conoscere e finalmente riconnettere alla città natale il grande patrimonio pittorico e culturale di questo artista”. Lillo Messina, nato nel 1941, a Messina, si trasferì a Roma nel ’61 per frequentare l’Accademia.
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E a sottolinearne talento e visionarietà, la sua prima personale è alla Galleria San Marco della Capitale già nel 1964. Seguiranno, da subito, le tante partecipazioni alle rassegne di Palazzo delle Esposizioni, personali e collettive per tutto il Paese, ma anche all’estero (Londra e Mosca), e poi le Quadriennali e le Biennali d’arte di Roma, mentre le sue opere entrano nell’editoria (“Le realtà del Fantastico. L’Arte in Italia dal Dopoguerra ad Oggi”, Editori Riuniti) oppure inventano strutture (gli viene commissionata un’opera per il Gasdotto Transmediterraneo, la cui illustrazione viene pubblicata sulla rivista Ecos a cura dell’ENI).
Fino ad arrivare all’antologica al Museo di Roma, Palazzo Braschi, dal titolo Il mare dei miti e alla personale Il Mare Oltre nelle sale del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, sempre a Roma. Un “viaggio infinito”, come lo definisce, nel sottotitolo di mostra e catalogo, il curatore dell’antologica messinese, Mosè Previti. “Maestro dalla grandissima tecnica pittorica, dal 1992 Lillo Messina lavora intorno al tema dell’isola. I suoi dipinti sono paesaggi fantastici di isole dalle forme geometriche e metafisiche immerse in mari iridescenti di grande forza poetica.
Queste terre fantasmagoriche hanno tutte un’unica radice iconografica: il porto di Messina e la sua caratteristica Falce. Se negli anni ’80 la sua pittura iperrealista sembrava ispirarsi al mondo marinaro delle spiagge messinesi, tra bitte, rifiuti e strani uccelli, la pittura degli anni ’90 sancisce definitivamente il ritorno ideale alla città, manifesto potente un amore mai ricambiato. Una pittura così bella, metafisica e al contempo familiare – conclude il curatore – risulta oggi nutriente e rigenerante per l’angusto e spesso irriconoscente ambiente cittadino”.