#Messina. Le scale “immobili” di via Peculio Frumentario su Striscia la Notizia

Striscia_la_Notizia_scala_via_Peculio_FrumentarioTorna a Messina l’inviata di Striscia la Notizia Stefania Petix. Questa volta per occuparsi di una delle tante vergogne cittadine: le scale immobili di via Peculio Frumentario. Costate 850.000 euro di fondi messi a disposizione nel 2001 dal ministero dei Lavori Pubblici, consegnate dalla ditta costruttrice nel 2207, collaudate ne 2009 e mai messe in funzione per un palleggiamento di competenze tra ATM e Palazzo Zanca per la nomina di un responsabile. Nel dicembre 2013 l’Azienda Trasporti ha finalmente nominato un responsabile di esercizio, Carmelo Crisafulli, che però nel frattempo è persino andato in pensione. La competenza dovrebbe (con l’Azienda Trasporti di Messina il condizionale è sempre d’obbligo) essere passata in automatico al direttore

di esercizio della linea tranviaria tram Vincenzo Poidomani, ma è tutto fermo. Probabilmente perché mancano le somme necessarie per metterle in funzione. O forse per ricostruirle, come ha denunciato un messinese intervistato da Stefania Petix, che ha dichiarato che l’impresa che le ha realizzate ha già detto che dopo anni di abbandono e di mancata manutenzione ormai devono essere smontate e realizzate un’altra volta.

“L’8 novembre 2014, dopo decine di interrogazioni, accessi agli atti, richieste e note -ricorda Daniele Travisano, consigliere del IV Quartiere– abbiamo denunciato lo spreco di 850.000 euro di soldi pubblici per un’opera mai entrata in funzione per mera negligenza. Esasperati, e con la voglia di dare un nome e cognome a questo spreco, abbiamo chiamato anche Striscia la Notizia fornendo tutta la documentazione prodotta in questi anni e ieri, finalmente, è andato in onda il servizio”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.

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