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#Messina. L’AIDAA scopre allevamento lager a Monforte San Giorgio

Pitbull cane in gabbiaUn allevamento lager in provincia di Messina. Dove due cagnolini, visibilmente denutriti, sono lasciati senza cibo per giorni e costretti a vivere tra gli escrementi.
E’ l’atroce scoperta dei volontari dell’AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente a Monforte San Giorgio.
“Il meticcio è una femmina tenuta alla catena -denunciano gli attivisti- che si attorciglia al tronco d’albero dove è fissata, impedendone ogni tipo di movimento e con il rischio di rimanere impiccata trovandosi a ridosso di un muro alto circa un metro e mezzo.
La sua cuccia è costituita da una tanica per l’acqua non molto grande, fornita dal suo aguzzino. Quando la cagna si attorciglia con la catena attorno all’albero non riesce a districarsi e rimane sotto la pioggia anche durante la notte.
Il pittbull ha 3-4 mesi ed è tenuto legato dentro un cancello, con una catena corta. Ha come cuccia un vecchio materasso logoro, accanto al quale ci sono delle gabbie nelle quali ci sono anche alcuni conigli. Sembra che sia stato messo là a guardia di qualcosa. La tettoia lo risparmia dalla pioggia ma non dalle fredde temperature, che anche in Sicilia in questi giorni hanno toccato zero gradi. Spesso sono lasciati senza cibo e tra i loro escrementi”.
Ma la denuncia dell’AIDAA di Monforte San Giorgio non si limita alle atroci condizioni dei due cani. Fino a pochi giorni fa nello stesso luogo c’erano anche due caprette e di una di queste di una non vi è più traccia. A una prima occhiata sembravano entrambe prive dell’indice di tracciabilità.
Ma nel lager vivono anche oche e galline, tutte “tenute in precarie condizioni, che non hanno nemmeno un rifugio per la notte”. Di fatto, i volontari sospettano che si tratti di un piccolo macello abusivo e la sede nazionale si è già attivata per denunciare la vicenda e fare chiudere quel concentrato di atrocità

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.