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#Messina. Inaugurata la mostra “L’invenzione futurista. Case d’arte di Depero”

Mostra Depero 2-10-2015 aUn’occasione per presentare alla città la nuova destinazione dell’ex Filanda Mellinghoff, sede storica del Museo di Messina dal 1914. La mostra “L’invenzione futurista. Case d’arte di Depero”, inaugurata oggi, sarà il primo passo di un progetto di rinascita del museo cittadino.

Una rinascita che parte da un viaggio attraverso i codici del Futurismo, proprio come dal Futurismo Messina ripartì dopo essere stata devastata dal terremoto del 1908.

La mostra, realizzata in collaborazione con il MART Museo d’arte contemporanea e moderna di Trento Rovereto, si inserisce in un progetto finanziato da fondi europei che vede, oltre al puro allestimento dell’esposizione, anche un programma di lavori di restauro e adeguamento dei locali storici dell’ex Filanda.

In quest’ottica, la sede storica del museo si candida a ospitare eventi e mostre temporanee, trasferendo il grosso della collezione museale nei locali del cosiddetto museo nuovo, pur mantenendo alcuni capolavori di Caravaggio e Antonello lì dove li abbiamo sempre trovati.

“L’invenzione futurista. Case d’arte di Depero” è curata da Caterina Di Giacomo, direttore del Museo Regionale di Messina dal 2013, docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea all’Università di Messina, e da Nicoletta Boschiero, responsabile Mostre e Collezioni del MART e della Casa d’arte Futurista di Depero. Oltre cento le opere in mostra, tra dipinti su tela e su tavola, fotografie, bozzetti, manufatti e le celebri tarsie in panno, vera cifra stilistica di Depero. Accanto a queste opere, selezionate dalla collezione del MART, trova spazio una sezione minore dedicata ai lavori del Primo Futurismo con opere di Giacomo Balla, Ardengo Soffici, Enrico Prampolini, Gino Severini  e a materiale inedito proveniente da collezioni private siciliane.

“Questa mostra intende riallacciare un cordone spezzato con il XX secolo –

spiega il direttore Di Giacomo- e vuole raccontare un sodalizio intenso, intrecciato tra Depero e gli intellettuali messinesi che sposarono gli ideali futuristi. Dopo il terremoto del 1908, infatti, la città fu animata da un grande fervore, da una voglia di rinascita che solo nella corrente futurista poteva trovare la strada verso la ricostruzione e la modernità”.

Il direttore del museo sottolinea anche come “l’ex Filanda Mellinghoff, dopo i lavori di adeguamento tecnologico, si può considerare un satellite dell’intera area museale, ampliando e diversificando le potenzialità della struttura e candidandosi ad abbracciare grandi eventi, allo scopo di creare un legame costante con la città di Messina”.

“L’apertura della prima Casa d’arte di Depero coincide con l’avvio del secondo Futurismo, che possiamo inquadrare nel periodo che va dal 1915 al 1944, anno della morte di Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore della corrente”. Nicoletta Boschiero, responsabile del MART, entra nel merito della mostra, approfondendone la tematica. “Le Case d’arte di Depero sono rappresentative di un preciso momento storico e di una corrente artistica che subito dopo la Prima Guerra Mondiale ha voluto sperimentare nuovi canoni. Il secondo Futurismo fu meno epico, ma più longevo e più attento alla necessità di ricostruzione, rinnovamento e recupero. Proprio Depero fu autore, assieme a Giacomo Balla, del manifesto ‘Ricostruzione futurista dell’Universo’, nel 1915”.

Il progettista dei lavori di adeguamento dell’ex Filanda, l’architetto Gianfranco Anastasio, parla della possibilità per il Museo di Messina “di entrare finalmente a far parte di un sistema nazionale, adeguato al contemporaneo, dove il museo non rappresenti soltanto un luogo di conservazione, ma anche e soprattutto di spazio in cui la comunità possa elaborare la propria identità”.

La mostra “L’invenzione futurista. Case d’arte di Depero” sarà visitabile fino al 15 novembre tutti i giorni dalle 9 alle 19, mentre la domenica e i festivi sarà aperta solo fino alle 12.30, con chiusura totale il lunedì.