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#Messina. Il Grande Slam e la solitudine di Accorinti

Poco tempo dopo il suo arrivo il segretario-direttore generale del Comune di Messina Antonio Le Donne individuò nel Grande Slam il giro di boa oltre il quale l’ente sarebbe potuto davvero uscire dalle secche e iniziare la fase di rilancio delle attività.

Il segretario si riferiva a Consuntivo 2012, Previsionale e Consuntivo 2013, Piano di riequilibrio e Previsionale 2014. In tutto, cinque documenti finanziari.

In realtà il vero Grande Slam, quello tennistico, è costituito dai quattro tornei più importanti (Roland Garros, Wimbledon, Australian Open, U.S. Open), ma la suggestione era buona e poteva funzionare.

Adesso il gioco è fatto. Il Consiglio Comunale ha fatto quanto richiesto. Certo, l’operazione si è conclusa con un po’ di mesi di ritardo e l’iter del Piano di Riequilibrio è tutt’altro che esaurito, mentre la nota della commissione ministeriale lascia intravedere una probabile bocciatura della Corte dei Conti.

Pur tuttavia, il sindaco di Messina Renato Accorinti e l’assessore al Bilancio Guido Signorino in presentazione del Previsionale 2014 hanno potuto parlare, appunto, di giro di boa e apertura di una nuova fase, interpretata, credo, dal Consiglio come un possibile passaggio a un meccanismo cogestionario.

Per il raggiungimento del Grande Slam l’amministrazione, che prima aveva 4 consiglieri e ora ne ha 2, ha dovuto trovare in aula una maggioranza interessata a fare andare avanti il percorso senza colpo ferire. Nel corso dei mesi infatti, la maggioranza si è un po’ assottigliata, ma definita. In sostanza, l’amministrazione può vantare il sostegno di UDC, DR, FI e alleati del momento a geografia variabile perché il PD, che sarebbe il partito maggioritario, è del tutto frammentato.

Questo non vuole dire che ci sia un’alleanza strutturata, ma se un evento si riproduce per un anno e mezzo di seguito, un senso ce l’avrà. E il senso sta nel fatto che  le politiche fondamentali, quelle finanziarie, avvengono in continuità con quelle che le hanno precedute. Questo non ha nulla a che vedere con l’onestà o la competenza dei componenti la Giunta. E’ un fatto politico, strutturale.

Le politiche finanziarie dell’attuale Giunta sono finalizzate a sanare i conti dell’ente in un contesto nel quale agli enti locali sono progressivamente ridotti i trasferimenti centrali. E’ evidente che i partiti che hanno amministrato nel passato (e che, quindi, hanno determinato l’entità del debito) sono gli stessi che si vanno avvicendando al Governo e che, tutti, perseguono politiche di riduzione dei contributi ai Comuni.

Non c’è da sorprendersi, quindi, se il primo atto politico di Renato Accorinti sia stato scaricare il proprio gruppo consiliare e il movimento che l’ha sostenuto in campagna elettorale, derubricandoli a strutture d’appoggio. Così, dunque, con un comportamento misto tra il cinismo e la dolcezza, Renato ha lasciato che alcuni se ne andassero. Poi altri e poi altri ancora.

Per qualcuno questo potrà apparire un indebolimento. In realtà, più questo avviene più si consolida la linea politica dell’assessore al Bilancio e vicesindaco Guido Signorino: una politica centrista delle larghe intese, incentrata su un accentuato approccio tecnocratico e con una punta di attenzione ai beni comuni, che non guasta mai.

L’ufficializzazione del partito della Giunta (che nella realtà esisteva già senza formalizzarsi) serve a spostare ufficialmente anche le suggestioni politico-culturali, adesso tutte incentrate sull’educazione civica e la competenza, laddove il cambiamento dal basso aveva una forte radice sociale.

Alla fine, probabilmente Renato Accorinti rimarrà da solo, convinto di poter governare un processo che necessitava sacrifici che sarebbero stati risarciti dalla storia.