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#Messina. Il gioco delle parti è servito: il PD salva Accorinti

Ernesto Carbone
Ernesto Carbone

E il giubbotto di salvataggio arrivò dal PD. Nonostante le continue dichiarazioni di guerra all’esecutivo Accorinti, peraltro mai consegnate, alla fine è proprio il Partito Democratico (quello che nel 2013 per 59 voti perse la poltrona di Palazzo Zanca al primo turno) con una nota del commissario cittadino Ernesto Carbone, a gettare un bel po’ di acqua sul fuoco della sfiducia al primo cittadino di Messina.

“Bisogna andare avanti, ma solo se si ha chiara la direzione -dichiara Carbone. Per il PD la priorità in questo momento è Messina e i messinesi. Nessuna mozione di sfiducia dunque, ma un deciso cambio di passo da parte del sindaco sì“.

Carbone attacca i quattro consiglieri comunali Zuccarello, Sindoni, Russo e Scuderi che stamane hanno firmato il documento di sfiducia al sindaco. Con una mancanza di fair play degna di ben altra causa, il commissario dichiara di “aver sentito stamane il capogruppo del PD (Paolo David, ndr) e con lui abbiamo concordato di non dare seguito alle velleità di quattro personaggi in cerca di autore. Il Partito Democratico in queste ore ha il dovere di porsi responsabilmente a sostegno di questa città e di vigilare affinché il sindaco e la sua Giunta inizino davvero a cambiare le cose in una Messina già colpita dalle emergenze di questi giorni“.

Carbone, che in un’indimenticabile conferenza stampa di presentazione alla città il 12 ottobre scorso annunciò ben tre eventi per Messina (sul turismo, sul dissesto del territorio con il nemico-amico di sempre del PD Giampiero D’Alia, presidente dell’UDC, e il terzo con la Telecom per la banda larga: problema quest’ultimo di fondamentale importanza in una città paralizzata su temi fondamentali come rifiuti, viabilità e servizi sociali, per non parlare dell’approvvigionamento idrico) va avanti imperterrito e aggiunge che “il PD sarà alleato leale, ma la nostra fiducia sarà rinnovata solo all’interno di un progetto nuovo e serio per Messina, quando e se finalmente questa città sarà governata“.

A questo punto vorremmo capire quando e come il PD è diventato l’alleato di un’amministrazione della quale formalmente è all’opposizione e dalla quale è stato sconfitto due anni fa.

Va bene che Carbone viene da Roma passando per la Calabria e la Lombardia, va bene che dall’anno scorso ha qualche disguido giudiziario perché accusato di essersi mandato false mail minacciose dal un pc del Senato, così da far ricadere la colpa su una ex, mentre la SIN (la controllata dall’Agea che gestisce il Sistema Informativo agricolo nazionale, della quale Carbone è stato presidente e amministratore delegato tra il 2012 e il 2013) gli rimprovera 23 mila di spese personali non autorizzate come riportano Repubblica e Il Fatto Quotidiano (tutte accuse che Carbone smentisce nettamente) e che probabilmente ha il suo bel da fare per seguire tutto ciò, ma vista la situazione disastrosa del PD messinese, da un commissario mandato qui a sistemare le cose ci si aspetterebbe una scelta più accurata degli aggettivi. Soprattutto quando sono riferiti alla politica locale.

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.