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#Messina. Il Consiglio comunale boccia la rimodulazione dei 39 mutui

I consiglieri comunali Gino Sturniolo e Nina Lo Presti (Foto Paolo Furrer)
I consiglieri comunali Gino Sturniolo e Nina Lo Presti (Foto Paolo Furrer)

Con 9 no, 8 sì e 4 astenuti il Consiglio Comunale di Messina ha bocciato sonoramente la proposta dell’amministrazione Accorinti di rimodulare i 39 mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti.

Un’operazione che faceva acqua da tutte le parti e che neanche la promessa del vicesindaco Guido Signorino di destinare (come peraltro prevede la legge) almeno il 50% delle risorse recuperate a investimenti è riuscita a salvare.

Fallito anche il tentativo in extremis di presentare in Commissione Bilancio le tabelle dell’esperto Cannizzaro, che promettevano nei primi 10 anni liquidità per 18 milioni di euro.

Cifra che però non riesce a far mandare giù il rospo dei debiti che sarebbero aumentati con la Cassa Depositi e Prestiti. Qualche perplessità in Aula, ma alla fine a prevalere è stato il buon senso e la proposta è stata respinta.

“La negoziazione non è stata considerata un vantaggio per l’ente ma un aggravio ulteriore” ha commentato il consigliere del Gruppo Misto Nina Lo Presti, che si era subito dichiarata contraria alla rimodulazione di un debito di quasi 60 milioni, che a fronte di una liquidità annuale di appena 2 milioni di euro avrebbe appesantito i 39 mutui con altri 16 milioni di debiti.

Nettamente contrari oltre alla Lo Presti, Gino Sturniolo, Piero Adamo, Daniele Zuccarello, Santi Sorrenti, Nicola Crisafi, Nino Interdonato e Nino Carreri. Piuttosto dubbiosa e quindi astenuta Daniela Faranda e con lei Pippo De Leo, la presidente del Consiglio Emilia Barrile e Giuseppe Santalco, mentre a votare a favore sono stati Lucy Fenech, Ivana Risitano, Nicola Cucinotta, Francesco Pagano, Elvira Amata, Carlo Abbate, Simona Contestabile e Antonella Russo. Un altro smacco da incassare per l’amministrazione Accorinti e Signorino, non poco indispettito dal risultato finale.

La maratona consiliare è iniziata ieri, con il via libera all’Ordine del Giorno di Franco Mondello dell’UDC, passato con quello che la Lo Presti ha definito “un emendamento da mano libera”, che ha consentito al vicesindaco di stornare una cifra per i Servizi sociali (per garantire i quali sono necessari almeno 2 milioni fino al 31 dicembre) che però non è stata quantificata e senza che si disponesse una delibera di modifica alla TASI, come invece prevedeva il documento di Mondello.

“Un atto con profili evidenti di illegittimità -ha dichiarato in Aula la Lo Presti- perché il principio dell’equivalenza deliberativa vale sempre e una delibera di Consiglio può essere modificata solo da un’altra delibera del Civico consesso, ecco perché è da bocciare”. Invece il contenuto dell’Ordine del Giorno sarà inserito direttamente nel Bilancio di Previsione 2014, con quali risultati non è possibile prevedere, anche perché dai rumors di Palazzo Zanca sembra che il ragioniere generale Nino Cama abbia difficoltà a spostare quelle somme sui servizi sociali.

“Nonostante le mie perplessità -dichiara Gino Sturniolo,Gruppo Misto- ho votato comunque il provvedimento perché ho ritenuto prioritario trovare le somme perché i lavoratori potessero chiudere l’anno in servizio”. In ogni caso, in Aula deve ancora arrivare il Consuntivo 2013, del Previsionale non c’è traccia e nubi oscure si addensano sul Piano di Rientro.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.