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#Messina. I precari della PA pronti a dare battaglia per la stabilizzazione

Protesta precari 29-10-2014Oltre tremila precari della Pubblica Amministrazione della provincia di Messina pronti rivolgersi al giudice per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

La Cisl FP di Messina passa alla seconda fase dopo l’attivazione delle procedure che si sono susseguite da dicembre e che dovevano servire da pungolo al Governo regionale per risolvere definitivamente la questione legata alla stabilizzazione dei precari e approvare una norma straordinaria che superasse i vincoli normativi e finanziari attuali.

“Il Governo regionale -spiega Calogero Emanuele, segretario generale della Funzione Pubblica di Cisl Messina– si è limitato solo a una proroga per tutto il 2015 e, in attesa dell’approvazione della Finanziaria, a concedere il contributo fino al 30 aprile. A questo punto siamo pronti alla presentazione del ricorso al giudice competente”.

La convinzione dei legali della Cisl Funzione Pubblica è quella che nel caso dei precari siciliani ricorrano tutte le condizioni in quanto sono stati e sono ancora utilizzati per sopperire alle carenze di organico e per sostituire personale in quiescenza.

“Già nei prossimi giorni -continua Emanuele- saranno presentati i ricorsi alla magistratura. I contratti individuali di ciascun lavoratore sono la prova inconfutabile perché dimostrano che i 36 mesi necessari per la trasformazione del contatto a tempo indeterminato sono stati abbondantemente superati, come previsto dalla normativa e dalla varie sentenze emesse. Soprattutto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea. Siamo consapevoli che i ricorsi dovranno essere valutati caso per caso, a seconda delle scadenze delle varie annualità e della tipologia di contratto, ma fino a ora gli enti si sono avvalsi delle professionalità dei lavoratori per assicurare servizi e sopperire a vuoti di organico”.

Calogero Emanuele si rivolge agli amministratori locali. “Devono riflettere e se ne devono fare carico in maniera concreta, mettendo in mora i Governi regionale e nazionale per chiamarli alla corresponsabilità per le inadempienze perpetrate in questi anni che hanno lasciato nel limbo questi lavoratori. Serve un patto comune per superare definitivamente la questione -conclude Emanuele- senza fughe in avanti e prese di posizione che hanno solo il sapore elettoralistico”.