Messina esclusa dalla nuova Giunta di Crocetta

Rosario Crocetta 20121003 MG 5078
Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia

Nessun messinese nella nuova Giunta di Crocetta. Il presidente della Regione Sicilia glissa sull’apporto determinante che Messina ha avuto per la sua elezione nell’ottobre del 2012 e taglia fuori la terza provincia dell’Isola dall’esecutivo.

Ricordare che fu proprio il PD di Francantonio Genovese a dare la sterzata fondamentale per il suo arrivo a Palazzo d’Orleans evidentemente gli crea qualche imbarazzo e così meglio recidere qualunque legame con quelli che ormai sono diventati parenti scomodi. 

Fatto fuori l’assessore ai Trasporti Nino Bartolotta, ex segretario provinciale del PD di Messina, la città dello non ha più nessuno che la rappresenti in Giunta. Anche la richiesta del capogruppo dei DRS all’ARS Beppe Picciolo di garantire almeno un assessore messinese è stata del tutto ignorata, senza neanche un commento che spiegasse il perché di questa scelta. 

Crocetta ha sempre detto che è molto legato a Messina. Ma se promettere e non mantenere sono il modo per esplicare l’attaccamento del presidente della Regione alla provincia messinese, meglio allora essere trattati con distacco, magari qualche provvedimento utile arriva pure. Ma il problema con Messina non è l’unico di queste ore. 

Ché anche se nel Crocetta-bis ci sono parecchi esponenti del PD, Raciti ha già fatto sapere a nome del partito che non riconosce questa Giunta.

Il

comunicato ufficiale del Partito Democratico uscirà a breve, ma la posizione è questa. Il colpo di mano di Crocetta, cui ha contribuito in maniera determinante Davide Faraone della segretaria nazionale del PD, che nella tarda serata di ieri fatto circolare i nomi del nuovo esecutivo, ha fatto saltare la segreteria regionale convocata per oggi da Raciti, dalla quale sarebbero usciti i nomi da far entrare in Giunta.

E vediamo i nomi dei magnifici 12, tra conferme e new entry. Restano in squadra Lucia Borsellino (che come assessore alla Sanità non è che abbia proprio brillato), Linda Vancheri (espressione di Confindustria e anche lei molto al di sotto di quanto sarebbe servito a un’economia disastrata come quella siciliana. Da non dimenticare che ha promesso la trasformazione dell’area della Triscele in bene archeologico industriale per impedire speculazioni edilizie, ma di tutto questo non c’è più traccia), Nelli Scilabra (in quota PD e il cui unico merito al momento sembra solo quello di essere una quasi trentenne fuoricorso all’Università), Mariarita Sgarlata (PD), Patrizia Valenti (UDC) e Michela Stancheris (Il Megafono, maestra di sci, ex segretaria personale di Crocetta, diventata assessore in un paio d’ore dopo che Battiato uscì dalla Giunta, anche lei ha fatto a Messina parecchie promesse non mantenute).

Fuori tutti gli altri per fare posto al catanese Salvatore Calleri (presidente nazionale della Fondazione Caponnetto e responsabile de Il Megafono in Toscana), gli Giuseppe Bruno (PD), Roberto Agnello (PD) e Paolo Ezechia Reale (ART 4) e poi Nico Torrisi (UDC, presidente di Federalberghi) e Antonio Fiumefreddo (DRS, giornalista e docente della Link University di Roma).


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