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#Messina. Ente Teatro, pasticci con i contratti dei musicisti: saltano tre spettacoli

I musicisti in attesa del "verdetto"
I musicisti in attesa del “verdetto”

La scusa ufficiale è quella classica: motivi tecnici. In realtà, dietro il rinvio degli spettacoli “Suite per bandoneon e orchestra” e “Made in Italy” (in cartellone il 2 e il 9 dicembre al Teatro Vittorio Emanuele) e “Terra maligna” (in programma il 5 dicembre al Teatro Placido Mandanici di Barcellona) c’è il mancato accordo sulla tipologia di contratto da applicare all’orchestra. 

Ore di discussione tra sindacati e vertici dell’Ente Teatro, ma alla fine si è scelta la strada del rinvio, spesso anticamera dell’annullamento, nonostante dagli uffici puntualizzino che “poiché gli spettacoli andranno in scena, rimangono validi i biglietti acquistati. Coloro che volessero optare per il rimborso potranno ottenerlo recandosi al botteghino negli usuali orari di apertura”.
In un primo tempi il soprintendente Nino Saija aveva previsto un contratto a tempo determinato, bocciato però dai sindacati autonomi che sostengono che ai musicisti si deve applicare quello degli enti lirico-sinfonici. Ma l’EAR di Messina non lo è e quindi nulla di fatto, nonostante il parere positivo di Cisl e Cgil.
La sola via d’uscita era quella di contratti con Partita Iva (che però non tutti i professori d’orchestra hanno) e che comunque avrebbe creato problemi organizzativi, visto che in questo caso si garantisce la prestazione finale ma i giorni di prove non sono previsti  e per il quale in ogni caso si sarebbe dovuta rivedere la parte economica, peraltro ridottissima, proposta con i contratti regionali.
Insomma, l’ennesimo pasticcio di una gestione che sembra arrivare sempre all’ultimo minuto per scoprire che occupare posizioni apicali non comporta automaticamente una competenza a 360 gradi. A rimetterci, come sempre, i musicisti, che perderanno diverse giornate di lavoro, e la città.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.