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#Messina. Emergenza acqua, chiusi per due giorni scuole e uffici pubblici

fontana_acquaE alla fine anche da Palazzo Zanca arrivano segnali di vita rispetto alla mancanza di acqua che da sabato ha messo in ginocchio la città. Chiusi scuole e uffici pubblici per due giorni, in attesa che il personale dell’AMAM ripari la condotta del Fiumefreddo.

Intorno alle 16 è arrivata nelle redazioni una nota che annuncia che con l’ordinanza 224 il sindaco Accorinti ha disposto per il 27 e 28 ottobre 2015 “la chiusura di tutti gli edifici scolastici di ogni ordine e grado, pubblici, privati e parificati, comprese le strutture educative e assistenziali (a gestione diretta e indiretta), asili, Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) e degli uffici pubblici, ad eccezione delle strutture dotate di serbatoi autonomi e sufficienti, per evitare che le attività si svolgano in precarie condizioni igienico-sanitarie e scongiurare ogni

possibile rischio collegato alla mancanza di acqua corrente.

I dirigenti degli uffici pubblici, a esclusione dei dirigenti scolastici, dovranno assicurare i servizi ritenuti essenziali, dandone apposita comunicazione agli uffici comunali per garantirne la più ampia diffusione.

I cittadini potranno rivolgersi per ulteriori informazioni al Dipartimento Protezione Civile Comune di Messina 090-22866, alla Polizia Municipale 090-771000 o all’AMAM 090-3687722.

Aggiornamento 17.33

Per aiutare i cittadini a fronteggiare l’emergenza idrica sono stati attivati due punti di distribuzione di acqua che saranno aperti questa sera fino alle 21 e da domani dalle 7 alle 21 fino alla fine dell’emergenza. I cittadini possono recarsi, muniti di idonei contenitori, all’ex Gasometro, nel viale della Libertà o all’Autoparco municipale, in via U. Bonino.

Aggiornamento 18.14

Dal Comune, arrivato in redazione alle 17.56: “Si prega di volere annullare il comunicato n. 1684 – distribuzione acqua”. Quello delle 17.54 recitava: “Si prega di non dare diffusione del comunicato n. 1684 distribuzione acqua”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.