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Messina deve diventare una città dove restare. Parola di Calabrò

Felice Calabrò, candidato sindaco del centrosinistra (Foto Dino Sturiale)

Coraggioso è coraggioso. Dire a Messina che bisogna spostare una parte del tracciato del tram, modificato in fase di progettazione per volontà del Comitato Vara al quale nessuno ebbe il coraggio di opporsi, come se il percorso della processione dell’Assunta non fosse mai stato modificato nel corso dei secoli, è quasi un atto di incoscienza.

Però questa mattina, nel corso della prima conferenza stampa dopo la presentazione ufficiale come candidato sindaco del centrosinistra di Messina, Felice Calabrò è stato molto chiaro non solo sulla necessità di spostare un tracciato che chiude in un recinto parte del water front.

“E’ inaccettabile non poter più godere della vista del nostro mare -ha dichiarato Calabrò-non avere un lungomare dove passeggiare, correre, portare i nostri bambini, trascorrere un pomeriggio di serenità. Ogni volta che attracca una nave da crociera vediamo i turisti vagare come palline in un flipper e rischiare d’inciampare in un sacco di spazzatura piuttosto che in un cassonetto stracolmo e non riusciamo a far conoscere loro Messina.

Quando sbarcano in città, se riescono ad attraversare la cortina del porto restando incolumi senza finire sotto un’auto o il tram, non sanno dove andare perché nessuno ha indicato loro un itinerario, un luogo da scoprire, un percorso da fare. La prima immagine che vedono è una lunghissima gabbia, la cortina del tram, una lunga fila di saracinesche chiuse e cassonetti stracolmi di immondizia. Questa è la nostra cartolina”.

La prima uscita pubblica di Calabrò si è concentrata quindi su una delle partite più importanti della città: restituire l’affaccio a mare ai messinesi e definire una volta per tutte una mobilità degna di questo nome.

“Dobbiamo liberare questo lungo tratto dal tram che ostruisce la vista, impedisce il transito, ha messo in ginocchio l’economia della zona e

ha trasformato la cartolina della città per i turisti in un foglio in bianco e nero -puntualizza il candidato sindaco del centrosinistra. Dobbiamo avere il coraggio di pensare la viabilità della zona in modo diverso. Troppe volte si trasforma in un imbuto per automobilisti a tutte le ore del giorno. Il primo passo da fare è liberare questo lungo tratto dal tram per passare ad un sistema sinergico di viabilità alternativa che dia respiro ai flussi di traffico sia in direzione sud-nord che in senso opposto”.

Calabrò ribadisce la necessità di realizzare la Via del Mare (della quale si parla da quasi 20 anni) e di puntare alla riqualificazione della strada di mezza costa. Entrambi i progetti non richiedono tempi lunghi, la Regione può garantire le risorse anche per la Via del Mare ed i finanziamenti sono facilmente recuperabili.

E a quanti lo accusano di essere solo un uomo di Francantonio Genovese, leader del PD messinese e azionista della Tourist, Calabrò risponde sostenendo che è necessario “liberare la rada San Francesco e tornare a usufruire della costa. Ma per liberare la rada dobbiamo lavorare sin da subito al completamento del porto di Tremestieri, che è l’unica strada percorribile perché noi non vogliamo spostare il problema di un paio di chilometri, ma risolverlo definitivamente. E l’unico modo concreto e finanziariamente possibile è completare gli approdi di Tremestieri”.

E in attesa che il nuovo porto sia ultimato? “Nel frattempo -sottolinea Calabrò- tolleranza zero. I tir devono rispettare le regole. Non possono esserci alibi né scorciatoie per nessuno e si devono garantire controlli e applicazione delle regole. Solo operando in sinergia riusciremo ad intervenire su tutti i fronti (tram, viabilità alternativa e liberazione della rada), potremo riappropriarci del nostro mare e riportare l’intera area ad essere quel tesoro che era per i nostri nonni. Un tesoro che porta turismo, economia, sviluppo, occupazione. Non vogliamo più essere subalterni e schiavi del transito dei mezzi gommati. Messina non deve più essere una città dove passare, ma dove restare”.