Messina, deludente “Tootsie” nonostante la bravura di Conticini e Casciari
MESSINA. Aggiungere qualche canzone dal testo zoppicante e mettere un paio di balletti non basta a fare un musical. Lo abbiamo visto con “Il marchese del Grillo” e la messinscena di “Tootsie” vista ieri sera al Teatro Vittorio Emanuele lo conferma. La regia di Massimo Piparo non convince e risulta prevedibile e scontata. L’adattamento è anche peggio, con banalità e riferimenti all’Italia che nulla hanno a che vedere con il testo statunitense e che possono strappare qualche facile risata solo a un pubblico di bocca buona. Tante le modifiche alla storia originale, della quale rimane poco di più dell’ossatura originale. Peraltro, se il film del 1982 rappresentava un femminismo solido e intelligente, quello della versione italiana punta più che altro alla noiosissima cultura woke.
Davvero bravo e convincente Paolo Conticini nel doppio ruolo di Michael Dorsey/Dorothy Michaels, l’attore dal carattere pestifero che per poter lavorare si spaccia per attrice, ma non è un cantante e questo limite è molto evidente quando deve cantare. Ottima la spalla di Mauro Casciari, che dà vita a Jeff Slater, l’amico di Michael/Dorothy. Beatrice Baldaccini (Julie) recita bene e canta anche meglio, da questo punto di vista è la migliore del cast. Divertenti e bravi Matteo Guma, che interpreta Max Van Horn, il classico fustaccio negato per la recitazione che acquisendo fiducia in se stesso riesce a crescere come attore, e Ilaria Fioravanti (Sandy), anche se quest’ultima, vai a capire perché, è stata trasformata in una sorta di Sibilla Cooman in minigonna.
Inspiegabile la scelta di fare del regista Ron Carlisle, ben interpretato da Massimiliano Carulli, un isterico sculettante, poco credibile quando cerca di sedurre Julie. Bravi anche Elena Mancuso (Rita), Sebastiano Vinci (Stan), Nico Colucci (Clark), Fabrizia Scaccia (Suzie) e Roberto Tarsi (Stuart). Belle e funzionali le scene di Teresa Caruso.
Insomma, lo spettacolo, peraltro eccessivamente lungo, è da vedere solo per la bravura e il talento di chi è in scena, ma ogni riferimento al “Tootsie” di Dustin Hoffman e Sidney Pollack è puramente casuale. Si replica fino a giovedì.

