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#Messina. Corse clandestine dei cavalli: una ferita della città mai sanata

L'operazione "Piste di sabbia" del 2011
L’operazione “Piste di sabbia” del 2011

Tutti lo sanno, da sempre, ma nessuno interviene. Solo qualche arresto ogni tanto, come nel 2011 con l’operazione “Piste di sabbia”, e poi tutto come prima. Finalmente si torna a parlare delle corse clandestine dei cavalli in città, grazie a un incidente avvenuto domenica scorsa all’alba, quando due fantini si sono scontrati e sono finiti all’ospedale.

A dare la notizia la Gazzetta del Sud, che stamane riporta come le carrozzelle lanciate alla massima velocità sul viale Giostra, una sorta di Ascot dei poveri in versione messinese, si siano probabilmente sfiorate, facendo fare un volo non da poco ai fantini, che sono stati portati in ospedale senza ovviamente chiamare il 118.

Uno dei due avrebbe riportato alcune ferite alla testa, ma nonostante la prognosi riservata non sarebbe in pericolo di vita. Fin qui la cronaca. Resta il fatto che le corse clandestine dei cavalli sono una vergogna di questa città che evidentemente non si vuole estirpare, come si vede da questo video che abbiamo trovato facilmente su You Tube (uno dei tanti) e che è stato pubblicato senza problemi. 

Impensabile che le forze dell’ordine non conoscano luoghi, fatti e persone, soprattutto perché quest’indecenza va avanti da decenni e qualche arresto ogni tanto non può bastare. Avviene in una zona di Messina, il viale Giostra (ma talvolta si spostano sulla litoranea) che non è certo un vicolo nascosto. E’ una delle arterie cittadine più importanti e nonostante questo ogni domenica la zona è bloccata da teppistelli in motorino che di fatto impediscono l’accesso a chiunque per consentire lo svolgimento regolare della gara.

Una gara durante la quale povere bestie maltrattate e dopate sono spinte a massimo per dare a un centinaio di individui la possibilità di scommettere e, soprattutto, l’euforia di sentirsi al di sopra di tutto e di tutti. 

Qui non si parla di pusher da 4 soldi o di topi d’appartamento. Le corse clandestine di Messina hanno un’organizzazione perfetta che va avanti impunemente a meno di un chilometro in linea d’aria da chi è preposto alla tutela della città in termini di sicurezza e di garanzia della legalità: Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri.

Fino a quando si permetterà una simile vergogna si potranno fare proclami e incontri sulla legalità, ma la sostanza non cambierà. Le corse dei cavalli sono una sorta di peccato originale che la città si porta dentro. Continuare a far finta di non vedere significa condannare Messina all’assenza dello Stato.

Si parta da questa squallida Ascot in salsa peloritana e poi si vada avanti con tutto il resto: le stalle clandestine, i combattimenti dei cani, i sottopassi trasformati in verande private e tutto quello che fa pensare a quattro scassapagghiara di periferia di poter essere al di sopra di tutto e di tutti. Ma lo Stato c’è e noi lo vogliamo. Anche a Messina.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.