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#Messina. Convegno sulla ricerca scientifica dell’Università

Si è svolto oggi in Aula Magna un convegno dal titolo Dall’Antartide alla medicina: la ricerca nell’Università di Messina. Un appuntamento con la scienza, che di fatto inaugura una stagione di iniziative che ALuMnime, l’associazione di ex allievi dell’Ateneo peloritano, ha in cantiere per alimentare il dibattito culturale in più ambiti e settori legati all’Università di Messina.

Dopo i saluti del Prorettore alla Ricerca Salvatore Cuzzocrea in rappresentanza del rettore Pietro Navarra assente per motivi istituzionali, la presidente dell’associazione ALuMnime Tindara Abbate ha ricordato la figura di Luigi Michaud, il ricercatore scomparso lo scorso anno in Antartide.

Un territorio che tanto sta offrendo sul piano dei riscontri scientifici e che nella mente di molti ricorda il lavoro portato avanti con passione da Michaud.

La scelta di focalizzare l’attenzione su questo argomento nasce dalla volontà di far conoscere più da vicino le caratteristiche di un territorio che, seppure lontano sul piano fisico, può avere ricadute determinanti sul piano della salute per lo sviluppo di alcuni settori in ambito medico.

“Le politiche locali e nazionali -ha sottolineato il presidente del CNR Gino Nicolais– devono concentrarsi su scuola, università, ricerca e sulla massiccia utilizzazione dei risultati scientifici conseguiti. E’ necessario un Rinascimento industriale per rivalutare il ruolo della persona e la sua centralità in ogni processo e ambito sociale, produttivo, politico e culturale. Perché l’Europa, prima di essere sommatoria di istituzioni, è una comunità di persone”.

Tra gli interventi quello del presidente della commissione scientifica nazionale per l’Antartide Carlo Alberto Ricci e del dirigente di Ricerca ENEA Massimo Frezzotti, che ha analizzato lo sviluppo della ricerca e delle infrastrutture del programma nazionale di ricerca.

Erano presenti inoltre il direttore del Dipartimento di Scienze biologiche e ambientali Emilio De Domenico, il ricercatore dello stesso Dipartimento Emanuele Esposito e il docente Giuseppe Magazzù, del Dipartimento di Scienze pediatriche, ginecologiche, microbiologiche e biomediche dell’Università di Messina, che ha delineato le nuove prospettive che si profilano nel trattamento di una patologia complessa come quella della fibrosi cistica.