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#Messina. Compravendita esami università, assolto Galati Rando

Tribunale giustiziaLa Corte d’Appello di Messina, presieduta dal giudice Francesco Tripodi, ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado del Tribunale di Messina  emessa il 5 maggio 2015 nell’ambito dell’operazione Campus. In accoglimento dei motivi della difesa, la Corte d’Appello ha assolto con formula piena per non aver commesso il fatto l’ex consigliere provinciale e proprietario di alcune scuole private Dino Galati Rando anche dall’ultima delle accuse che erano rimaste dopo il primo grado di giudizio, quando era stato condannato a un anno e 4 mesi. In parziale accoglimento delle richieste degli avvocati difensori, la Corte d’Appello ha riformato la sentenza anche per il docente della facoltà di Economia e Commercio Marcello Caratozzolo (un anno e 6 mesi con pena sospesa per una sola delle originarie sei contestazioni e cioè ipotesi di traffico influenze, 2 anni e 8 mesi in primo grado, assolto dal reato di millantato credito e assolto in primo grado dai testi più gravi) e Domenico Antonio Montagnese (8 anni e 10.000 euro di multa, in primo grado erano 10 anni e 6 mesi), per Massimo Pannaci (2 anni e 8 mesi e 8.000 euro di multa, revocate invece le pene accessorie inflitte, in primo grado gli erano stati inflitti 5 anni) e per Alessandra Taglieri, cui sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche (8 mesi e non

menzione della condanna, in primo grado era stata condannata a un anno). Per Salvatore D’Arrigo confermata la sentenza di primo grado del Tribunale di Messina a 3 anni e 8 mesi e lo ha condannato al pagamento delle ulteriori spese processuali. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Decimo Lo Presti per Dino Galati Rando, Bonaventura Candido per Eugenio Caratozzolo, Rosario Scarfò e Mario Giuseppe Aloi per Domenico Montagnese e Giuseppe Donato per Alessandra Taglieri.

“Sono moderatamente soddisfatto per una sentenza che ha accolto una parta dei miei motivi di appello -dichiara l’avvocato Candido. Registro però che le originarie accuse sono state ulteriormente ridimensionate ed è ormai un punto di fatto accertato definitivamente che questa inchiesta non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata e nessun punto di contatto tra la condotta contestata al mio assistito e la sua attività all’interno dell’Università di Messina”.

Grazie all’operazione Campus, condotta dalla DIA, nel luglio del 2013 emersero infiltrazioni della ‘ndrangheta tramite la quale si condizionavano le prove di ammissione delle facoltà a numero chiuso e anche degli esami universitari o per dottore commercialista. Secondo la Procura a gestire il sistema di compravendita di test ed esami (per ciascuno dei quali si pagavano fino a 50.000 euro) era il calabrese Domenico Antonio Montagnese, ritenuto vicino alle ‘ndrine, mentre il suo collegamento all’interno dell’ateneo peloritano sarebbe stato il professore Caratozzolo. In primo grado per Galati Rando, Caratozzolo, Montagnese e D’Arrigo era caduta l’accusa di associazione per delinquere e l’aggravante mafiosa.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.