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Messina città a rischio

L'area della caserma di Bisconte

Che in tema di protezione civile Messina abbia bisogno di una messa a punto non è esattamente una novità. A sollevare qualche dubbio però è una proposta dell’amministrazione comunale, che per bocca dell’assessore all’Urbanistica Giuseppe Corvaja tempo fa ha lanciato l’ipotesi di utilizzare l’ex caserma di Bisconte come alloggi di emergenza in caso di eventi calamitosi. Un’idea lanciata in consiglio comunale il 15 maggio scorso e sulla quale allora nessuno ha sollevato obiezioni. Anche se, a guardare le foto a corredo di questo articolo, si vede bene che i fabbricati che dovrebbero essere un punto di riferimento per la popolazione in caso di pericolo sono decisamente mal messi e uno addirittura non è più agibile come si evince dal nastro rosso e bianco che lo circonda.

“Una scelta del genere mi sembra davvero discutibile -commenta Libero Gioveni, consigliere UDC del III Quartiere. Preparerò una lettera indirizzata al sindaco e all’assessore Corvaja per chiedere chiarimenti sulla questione. Anche perché, al di là dell’inadeguatezza del sito come punto di riferimento in caso di emergenza, resta comunque il problema dell’incolumità e della salvaguardia di chi lavora in quell’area. Su una materia di questa importanza non si possono commettere errori. E visto che la zona in questione appartiene al ministero della Difesa, sarà l’amministrazione comunale a doversi fare carico di fare chiarezza”.

Di ben altro tenore la risposta dell’assessore Corvaja. “Non sapevo dell’inagibilità di parte di quelle aree -dichiara al telefono- in ogni caso la mia era solo un’ipotesi e nient’altro. È evidente che stando così le cose non potrà essere utilizzata dalla Protezione Civile”.

Sarà stata anche solo un’ipotesi quella presentata in Consiglio comunale, ma agli atti è messo tutto nero su bianco e non sembrano davvero delle proposte da valutare quanto piuttosto indirizzi programmatici ben precisi. “Vi sono altre strutture all’interno del parco ferroviario -ha dichiarato in quell’occasione l’assessore Corvaja- che dovrebbero essere restituite alla città ed in particolare quella sita in via Torino, prima alloggio per i ferrovieri ed ora abbandonata, che potrebbe essere utilizzata come casa volano per i baraccati. Lo stesso dicasi per l’ospedale militare e l’ex caserma di Bisconte che dovrebbero tornare alla città per essere destinati, ad esempio, alla protezione civile per realizzare alloggi di emergenza ed evitare così il dispendio di risorse pubbliche”.

Libero Gioveni

In pratica, l’amministrazione ha indicato delle aree per scopi diversi, senza prima valutare se le stesse sono idonee e, soprattutto, se non rappresentano un pericolo per l’incolumità dei cittadini, che proprio in quei luoghi dovrebbero trovare rifugio in caso di pericolo. Tra l’altro, a cadere dalle nuvole sono anche i diretti interessati.

“Non abbiamo avuto alcun contatto con l’amministrazione comunale -spiega il tenente colonnello Angelo Vesto, addetto alle relazioni esterne della Brigata Aosta. Anche perché, responsabile di questa struttura come di tutte le altre del genere, è il Comando Infrastrutture di Palermo, che ha la competenza per dialogare con gli enti civili. Quello che posso dire è che ormai in quella caserma sono attivi pochissimi uffici e che al più tardi a settembre chiuderemo anche quelli e li trasferiremo altrove. Cosa ne sarà dopo di questa struttura non glielo so dire, anche perché, come già abbiamo fatto in altri casi, sarà consegnata al Demanio Statale, che ne è il legittimo proprietario”.

E in un momento in cui l’allarme terremoti è sempre più presente e con le immagini delle tragedie di Giampilieri e Scaletta prima, di Barcellona e Saponara poi ancora negli occhi, è evidente che Messina continua ad essere inadeguata dal punto di vista della sicurezza. Anche per l’incompetenza della classe politica. Un’incompetenza che salta agli occhi non solo durante le esercitazioni di Protezione Civile (che nessuno prende mai sul serio, con gli adulti che escono chiacchierando dagli edifici nei quali si simula l’emergenza ed i bambini, ai quali nessuno ha davvero spiegato i rischi che si corrono, che prendono tutto come un gioco) ma anche quando, come è successo durante le ultime festività natalizie, in un’area destina a punto di raccolta in caso di emergenza o di calamità naturale  come quella di piazza Cairoli lato monte, si consente di allestire un punto di distribuzione giocattoli a favore dei bambini di Saponara e delle altre zone alluvionate. Iniziativa lodevole certo, ma in quanti si sono resi conto di cosa sarebbe successo se quell’area fosse stata necessaria per un evento imprevisto come un terremoto o un’alluvione? Invece di un punto di raccolta attrezzato ed efficiente, avrebbero trovato giochi e cotillon. Non male per una città di oltre 240 mila abitanti, che sembra non avere imparato nulla dalle tragedie degli ultimi anni.