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#Messina. Ciao Mimmo, addio al presiedente onorario dell’ANPI

Mimmo Trapani
Mimmo Trapani

Ci ha lasciato Mimmo Trapani, uno degli ultimi partigiani messinesi ancora viventi. Per la prima volta nella sua vita, lo scorso 25 aprile non ce l’ha fatta a partecipare alla celebrazione della festa della Liberazione. Nato nel 1923, presidente onorario dell’ANPI Messina, che aveva guidato a lungo, amico di Sandro Pertini, quando era militare di leva durante la seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre 1943 aderì a una formazione partigiana. Catturato e torturato da una banda nazifascista, Mimmo Trapani riuscì a liberarsi e scappare. “Quella di Mimmo Trapani è una grande perdita -commenta Teodoro Lamonica, presidente provinciale dell’ANPI Messina. Punto di riferimento per tutti coloro che hanno coltivato e ancora coltivano la memoria della Resistenza e i valori della guerra di Liberazione  dall’oppressione di fascisti e nazisti, Mimmo Trapani ci

lascia in eredità il suo amore per la giustizia, la democrazia e la libertà”.

“Il compagno Trapani è stato un punto di riferimento per i socialisti durante la diaspora di questi ultimi anni, sempre presente alle iniziative del partito anche nei momenti più bui -dichiara Antonio Matasso, presidente della Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia”. Nel 1944, sfuggito ai torturatori nazifascisti, si nascose per quasi un mese in una casa di Milano che apparteneva a un altro partigiano socialista messinese, l’avvocato Vittorio Craxi, padre di Bettino. Voglio ricordarlo come una figura dalla coerenza adamantina, che concordava con noi giovani compagni su come la lotta alla mafia dei pascoli e del latifondo abbia rappresentato la continuazione in Sicilia di quella Resistenza in cui egli aveva militato nel Nord Italia. La comunità socialista messinese celebrerà nel suo nome la festa della Repubblica”. Mimmo Trapani, oltre che per l’impegno politico, si è distinto anche come cuoco pasticciere, annoverando tra i suoi allievi molti maestri dolcieri della provincia di Messina.