#Messina. Casa Serena, gli anziani: “Termosifoni accesi solo 2 ore al giorno”

L'sms inviato da Casa Serena il 2 gennaio scorso
L’sms inviato da Casa Serena il 2 gennaio scorso

Il miracolo dei termosifoni accesi all’ora di pranzo a Casa Serena è durato solo un giorno, sabato scorso. Il di placare la levata di scudi dopo la notizia che l’1 e il 2 gennaio gli anziani che vivono nel pensionato del Comune di Messina sono stati lasciati al freddo.

Le scorte di gasolio erano finite e la cooperativa Azione Sociale, che gravita nell’orbita genovesiana, tutt’altro che cancellata, almeno a Messina, non aveva provveduto a ordinarlo per tempo.

Stamane, ci racconta chi vive nella struttura di Montepiselli, i termosifoni sono stati messi in funzione solo per un’ora e lo stesso avverrà nel pomeriggio.

Ma in una struttura enorme come Casa Serena la differenza non si sente e accendere i riscaldamenti per due sole ore è del tutto inutile, come può spiegare qualsiasi addetto ai lavori. E quindi, stufette elettriche nelle stanze degli ospiti e strati su strati di lana.

Il tutto in barba agli standard minimi previsti dalla Regione Sicilia, che obbligano nelle strutture per gli anziani al mantenimento di una temperatura costante di 20 gradi. Laddove costante significa giorno e notte.

“Invece ci lasciano morire di freddo -si lamentano gli anziani con i quali abbiamo parlato, dei quali per ovvi motivi non citiamo i nomi. E non solo l’1 e il 2 gennaio. Il pensionato è troppo grande, con due sole ore di riscaldamento al giorno come possiamo andare avanti? Rischiamo di ammalarci”.

Ma quello del riscaldamento insufficiente non è che uno dei problemi ormai cronici di Casa Serena. “Abbiamo l’acqua calda solo la mattina e per meno di due ore -denunciano. Per qualsiasi altra necessità ci laviamo con l’acqua fredda anche di sera. E poi il cibo non va bene. Non è limitato, per carità, ma non è un granché. Mai visto pesce fresco qui, solo roba congelata“.

Diversi gli anziani con patologie specifiche come ipertensione o diabete, che avrebbero bisogno di diete ad hoc. Chiediamo se esistono le schede alimentari e si mettono a ridere. “Mai viste qui, neanche con le vecchie gestioni”.

Altra spina nel fianco, il segretariato sociale. Un servizio fondamentale che è stato eliminato dall’amministrazione comunale con un colpo di spugna l’estate scorsa. “Non sappiamo come fare per sbrigare le nostre pratiche -raccontano. Prima c’erano gli operatori che ci seguivano, adesso non c’è più niente. C’è un unico autista per uscire, ma fa servizio solo la mattina.

Se, come è successo sabato, abbiamo avuto un’attività fuori dal pensionato

nel pomeriggio, fa il cambio di turno. E abbiamo a disposizione un solo infermiere la mattina. E se qualcuno si sente male nel pomeriggio o di notte? Prima che arrivi il 118 muore. Ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Nessuno del Comune che venga mai a controllare come vanno davvero le cose”.

In perfetta continuità con il passato infatti, l‘amministrazione Accorinti prosegue nelle politiche di assoluto disinteresse verso il pensionato e chi ci vive. In un anno e mezzo l’assessore alle Politiche sociali è andato a Casa Serena solo un paio di volte e del sindaco Accorinti non ci sono notizie.

“Per quanto è successo con il gasolio me ne assumo tutta la responsabilità -dichiara Giovanni Ammendolia, presidente della cooperativa Azione Sociale. Sul fatto che i riscaldamenti siano accesi solo due ore al giorno non mi risulta, ma verificherò la cosa e comunque tutte le stanze sono dotate di stufette elettriche fornite da noi. Del resto, ormai la struttura è utilizzata al 30% e riscaldare solo la parte abitata non è possibile”.

Ammendolia nega che l’acqua calda sia erogata solo un paio di ore al mattino e che la qualità del cibo non sia adeguata. “Sono venuti i NAS e non hanno rilevato nulla che non andasse -dichiara. Per quanto riguarda l’infermiere, applichiamo quanto previsto dall’accordo con il Comune e in caso di necessità utilizziamo personale a prestazione”. Veramente secondo l’Ispettorato del Lavoro c’era un’infermiera in nero. “Per l’ispettore era in nero -ribatte Ammendolia- per noi era utilizzata con un contratto a prestazione. Alla fine del procedimento vedremo chi ha ragione”.

Intanto il 31 gennaio scadrà l’ultima proroga concessa ad Azione Sociale e l’appalto sarà di nuovo bandito. Si attende con impazienza la pubblicazione per quali servizi l’amministrazione Accorinti garantirà agli ospiti di Casa Serena, la maggior parte dei quali paga totalmente o parzialmente la retta (dipende dal reddito) direttamente a Palazzo Zanca, mentre sono in pochi quelli totalmentea carico del Comune.

Per i 52 dipendenti rimasti in servizio la cooperative spende 95 mila euro al mese. Aggiungendo le spese di gestione, nella tabella allegata alla delibera di proroga si arriva a un totale mensile di 144 mila euro, che diviso per i 48 anziani che vivono nel pensionato fa 3 mila euro tondi a testa.

Basta farsi un nelle residenze per anziani private più serie, quelle cioè che effettivamente garantiscono standard elevati, per vedere come i costi siano nettamente inferiori, se non dimezzati. E allora la domanda da porre, forse, non dovrebbe essere perché tenere aperta Casa Serena, bensì perché si stia facendo di tutto per farla collassare e chiudere. Ovviamente, che l’indice di edificabilità della zona sia tra i più alti della città è solo una coincidenza.


Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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