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#Messina. Barcellona, “Caro sindaco…”: Maria Teresa Collica scrive a Materia

Maria Teresa Collica
Maria Teresa Collica

Maria Teresa Collica scrive al sindaco di Barcellona Roberto Materia e con un post su facebook mette i puntini sulle “i”.

Caro sindaco è la prima volta che mi rivolgo a lei direttamente, anzi la prima volta che scrivo direttamente a chi scrive per lei (almeno me lo auguro).

Lei dirà per arrogarmi il diritto di impartire lezioni di educazione civica, io semplicemente perché per fortuna siamo in democrazia (almeno me lo auguro) ed ognuno dovrebbe poter esprimere le sue opinioni, a maggior ragione in politica.

In questi anni da sindaco ho ricevuto i peggiori insulti e continuo a riceverne ancora oggi da molti suoi sostenitori. Solo per dirne una, non sono mai stata chiamata sindaco da nessuno di voi.

Sono stata MTC, IDDA (e non le aggiungo altro), ma mai sindaco. Nessuno di noi si sognerebbe di farlo nei suoi confronti; ma proprio per questo ci saremmo aspettati, da parte sua, uno sforzo

in più nell’essere – almeno nei toni – quel (tanto annunciato in campagna elettorale) “sindaco di tutti”….anche di chi non l’ha votata!

La stizza che trapela in maniera così trasparente in troppe Sue dichiarazioni può sembrare l’effetto di chi non era abituato ad amministrare con una opposizione numerosa e attiva al fianco. Ma, mi creda, non è corretto dipingere la nostra come un’opposizione animata da un esclusivo spirito distruttivo!

Semmai abbiamo colto, sin da subito, il contrario, e cioè una chiusura netta da parte della sua amministrazione all’ascolto di voci diverse. Emblematica la bocciatura, neanche motivata, degli emendamenti sugli sgravi della bolletta della TARI per le fasce più deboli proposti dai nostri consiglieri (quelli che secondo lei avrebbero “fallito” e perciò non sarebbero neanche degni del ruolo; così dimenticando che di quel ruolo essi sono stati investiti dal voto di migliaia di quegli stessi cittadini che lei è stato chiamato ad amministrare!).

Le consiglio di abituarsi ad averla un’opposizione, perché può servire solo a migliorare quanto farà per la nostra città. E poi delle due l’una: o dà qualche indirizzo a chi scrive per lei, oppure non parli più di umiltà, pacificazione e pacatezza.