#Messina. Azienda Papardo: soldi ai dirigenti ma non agli altri lavoratori

Pronto Soccorso PapardoL’ospedale Papardo di nuovo nell’occhio del ciclone. Dopo le accuse di ieri della FP CGIL per la gestione del personale di ostetricia, per il sindacato assolutamente insufficiente, adesso scoppia la grana della delibera 245 del 14 aprile scorso, relativa al pagamento della quota integrativa per il direttore amministrativo Domenico Moncada e per il Direttore Sanitario Paolina Reitano per il periodo compreso dall’1 luglio 2014 al 31 dicembre 2015.

Si tratta di 95.958,89 euro, così divisi: 41.324,34 euro a Moncada e 54.634,56 alla Reitano. A firmare la delibera, oltre al direttore generale Michele Vullo, anche i diretti interessati e altri due dipendenti dell’Azienda Ospedaliera.

Inevitabile la reazione del sindacato, che da tempo reclama il pagamento della quota integrativa per tutto il personale del nosocomio. “In attesa di ulteriori approfondimenti -commenta Clara Crocè, segretario

generale della FP CGIL di – da una prima disamina di questa delibera non possiamo che stigmatizzare questo comportamento, visto che gli altri lavoratori non hanno ancora ricevuto nulla di quanto spetta loro per il 2015 come integrazione per la produttività.

Vogliamo capire quali sono gli obiettivi dati dal direttore generale Vullo e raggiunti da Moncada e dalla Reitano. Come fa Vullo ad assegnare obiettivi ai due dirigenti quando non sono chiari neanche quelli suoi, considerato che siamo ancora in assenza di un atto aziendale, che è l’atto principale di programmazione per un direttore generale. Con profonda amarezza -conclude la Crocè- non possiamo che prendere atto che si privilegiano i dirigenti a discapito degli altri lavoratori”.

Una domanda alla quale avremmo voluto che rispondesse il manager Vullo, ex dirigente sindacale proprio della CGIL in un passato neanche troppo remoto, ma il suo cellulare, ancora una volta, ha squillato a vuoto.


Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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