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#Messina. Assolto l’imprenditore milazzese Vincenzo Pergolizzi

carabinieriAssolto anche in secondo grado l‘imprenditore di Milazzo Vincenzo Pergolizzi, cui nell’ottobre 2012 era stato confiscato un patrimonio di 25 milioni di euro. La confisca è stata annullata alcune settimane fa dalla Corte di Cassazione.

“Il signor Pergolizzi, noto imprenditore milazzese -scrive in una nota l’avvocato difensore Giuseppe Calabrò– è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere nel dicembre del 1999 e scarcerato nel giugno del 2000.

L’originaria contestazione di reato di partecipazione alle associazioni mafiose barcellonese, messinese e catanese clan Cappello è stata solo alla fine del processo di primo grado modificata nel reato di concorso esterno in associazione mafiosa“.

Il 25 giugno 2008 il Tribunale di Barcellona ha assolto Pergolizzi perché il fatto non sussiste. Il 23 ottobre 2012 il Tribunale di Messina ha disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Milazzo per 4 anni e la confisca dei beni per 25 milioni di euro. Decreto confermato dalla Corte di Appello di Messina il 7 maggio 2014 e annullato con rinvio alla Corte di Appello di Messina dalla Corte di cassazione il 14 maggio scorso.

“La sentenza di assoluzione dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa del Tribunale di Barcellona -prosegue l’avvocato Calabrò- è stata impugnata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Messina, contestando la valutazione di inattendibilità intrinseca dei collaboratori di giustizia Marchese, Sparacio, Timpani e Viola, chiedendo la condanna di Pergolizzi.

Oggi la Corte di Appello ha confermato la sentenza di assoluzione del Tribunale di Barcellona. La Procura Generale Ada Vitanza aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione”.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.