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#Messina. Approvato il Bilancio Previsionale 2015

Bilancio 2La Giunta Accorinti ha battuto un nuovo record: quello dell’ultima amministrazione ad approvare il Bilancio Previsionale 2015. Un via libera arrivato con un ritardo mai visto prima per i continui rimaneggiamenti sul documento contabile, pieno di errori e sviste. La quinta versione del Bilancio di Previsione dell’anno scorso è passata poco prima delle 23 con i 14 voti favorevoli del centrodestra e degli accorintiani, 5 no (Antonella Russo, Pietro Iannello, Gaetano Gennaro e Claudio Cardile del PD e Daniela Faranda, capogruppo NCD) e 2 astenuti (la presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile e Angelo Burrascano (capogruppo Il Megafono). La prima versione è stata esitata dal’esecutivo il 9 dicembre 2015, poi sono arrivate quelle del 29 dicembre, del 31 marzo, del 21 aprile (bocciata dal Collegio dei Revisori dei Conti) e l’ultima, dell’11 maggio scorso.In Aula erano presenti 21 consiglieri su 40.

Intanto dalla Corte dei

Conti di Palermo arrivano altre bacchettate. La delibera arrivata oggi a Palazzo Zanca mette con le spalle al muro l’amministrazione Accorinti rispetto alle proprie responsabilità, anche se la valutazione di idoneità rispetto al Consuntivo 2014 è stata rinviata in attesa dell’approvazione del Piano di Riequilibrio, per il quale si attende il parere della Commissione del ministero dell’Interno da oltre un anno e mezzo. “Lascia perplessi la mancata approvazione dello strumento previsionale per tutto il 2015 –si legge. Il Comune riferisce che  il documento contabile è stato esitato addirittura solo il 31 marzo (in realtà ci sono state poi altre due versioni, il 21 aprile e l’11 maggio). L’adozione del principale documento di programmazione finanziaria a esercizio ormai chiuso è evidentemente una contraddizione in termini”. Una lunga disamina su tutto ciò che l’amministrazione Accorinti avrebbe dovuto fare e non ha fatto e poi la stoccata finale: “pur dando atto degli sforzi profusi” la magistratura contabile puntualizza che tutto ciò non può che ”assumere un valore oggettivamente relativo a fronte della dimensione della crisi finanziaria e gestionale da fronteggiare”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.