#Messina. Annullate le repliche di “Comme un souvenir” di Micha Van Hoecke

Micha Van Hoecke

Parte con il piede sbagliato la stagione estiva dell’Ente Teatro di Messina. Annullate le repliche di Furnari e Palermo di Comme un souvenir di Micha Van Hoecke.

Ancora nulla ufficiale dai vertici dell’ente, ma nei corridoi del Vittorio Emanuele il sussurro è ormai quasi un boato.

Stando ai rumors sempre più insistenti, a determinare la decisione sarebbero state le somme altissime (e non del tutto previste) già spese per la produzione del balletto del coreografo belga Micha Van Hoecke, che però in cassa ha portato molto meno di quanto ipotizzato.

E visti i dati della prevendita a pochi giorni dallo spettacolo di Furnari, la previsione di incassare oltre 20 mila euro nella sola serata del 26 giugno sembra ben lontana dal concretizzarsi

Qualcuno all’ del Consiglio di dell’Ente Teatro avrebbe storto il naso e non è escluso che l’attacco dettagliato e circostanziato di oggi dei sindacati, che hanno anche preannunciato  il ricorso alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, abbia avuto un peso determinante sulla decisione di annullare le repliche pochi giorni prima.

La notizia è arrivata in redazione in tarda serata e ci riserviamo di contattare a breve i vertici del teatro per avere chiarimenti sulle repliche annullate, ma resta da capire se i sindacati abbiano la sfera di cristallo visto il durissimo documento diramato oggi.

“Il 6 dicembre scorso –scrivono i segretari generali di SLC Cgil, UILCOM Uil e FIALS Cisal Pippo Di Guardo, Nino Di Guardo e Carmelo Tavilla– abbiamo denunciato che

per le tre repliche dello spettacolo Dots lines and the cube, su un totale di 221 spettatori ben 46 risultavano ingressi omaggio.

Secondo presidente e sovrintendente gli ingressi gratuiti erano stati forniti ai ragazzi che frequentavano il laboratorio di prosa. Ma a distanza di pochi mesi siamo costretti a tornare sull’argomento.

Per Comme un souvenir, andato in scena nei giorni scorsi, spettacolo non privo di uno strascico di polemiche sul quale preferiamo non esprimere commenti (anche se sul rapporto tra costo di produzione e incassi ci sarebbe molto da dire), si ripresenti lo stesso problema”.

Secondo i numeri in possesso dei sindacati, a fronte di un totale di 901 biglietti emessi per i due spettacoli, 294 sono omaggio: in pratica, un terzo degli spettatori non ha pagato.

Cgil, Uil e Fials glissano per il momento sui dati relativi a biglietti ridotti o altre voci, che “contribuiscono a rappresentare, qualora ce ne fosse ancora di bisogno, quale sia il modus operandi di questa gestione. L’aver riaperto le porte del teatro Vittorio Emanuele non può essere inteso come il compimento di un atto straordinario: è insito nell’ordinarietà di una corretta gestione amministrativa.

Se poi da questo operare deriva una gestione sempre più discutibile, così come ne hanno raccontato le cronache di questi giorni, allora è legittima la preoccupazione sul futuro del teatro e delle ripercussioni che questo sistema avrà sulle maestranze”.

All’assessorato regionale allo Spettacolo, alla Regione Sicilia, al sindaco di Messina Renato Accorinti e ai parlamentari locali, i sindacati chiedono di non girarsi dall’altra parte.

Non solo sul contratto applicato dalla dirigenza e sugli incarichi affidati al personale, ma anche sulle assunzioni a tempo determinato di tecnici, sarte o professori d’orchestra, “i cui contratti non rispondono ad alcuna tipologia specifica, ma sono il frutto di scelte raffazzonate”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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