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#Messina. Accorinti e la stanza con doccia a Palazzo Zanca

doccia_siciliansQuando si dice che il Comune è la casa di tutti. Forse il sindaco Renato Accorinti ha preso questa frase un po’ troppo alla lettera. E così i messinesi gli hanno pagato l’installazione di una doccia costata, insieme alla ristrutturazione del bagno riservato al primo cittadino, oltre 1.616,64 euro. A denunciarlo è il capogruppo di Forza Italia Pippo Trischitta, durante una conferenza stampa sul tema Due cuori e una capanna. Chiarissimo il riferimento alla presenza in Consiglio comunale, dopo la rinuncia di Nina Lo Presti e Gino Sturniolo, della compagna di Accorinti, Cecilia Caccamo. Per realizzare la propria suite personale a Palazzo Zanca con piastrelle costate 40 euro al metro quadro, Accorinti ha attinto ai fondi destinati alla ristrutturazione del municipio (50.000 euro), i cui bagni destinati invece ai cittadini sono indecenti, privi di cartaigienica e sapone e la cui pulizia lascia decisamente a desiderare.

Accorinti, come ha raccontato Trischitta durante la conferenza stampa appositamente convocata, avrebbe fatto eliminare il bidet per far spazio alla doccia. Fatto questo, sul quale, pur inorridendo, non aggiungeremo altro, lasciando che i lettori traggano da soli le proprie conclusioni.

“Il nuovo bagno -ha dichiarato Trischitta- risale al 2014, quando Accorinti diceva che il Comune non aveva 80 euro per acquistare il cero votivo che da oltre 200 anni il Comune dona al Santuario di Montalto. Manca solo la cucina e poi sarà pronto un alloggio degno del Quirinale”. Trischitta ipotizza anche il reato di peculato per l’uso dell’acqua utilizzata dal sindaco e pagata dalle casse comunali.

In attesa di chiarire questo punto, ci permettiamo di ricordare al capogruppo di Forza Italia che a fine luglio 7 consiglieri di NDC e UDC hanno depositato presso la Segreteria Generale la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Accorinti. Da allora si sono aggiunte solo altre due firme.

“Gli altri dicono che lo faranno -commenta il capogruppo di NDC Daniela Faranda– ma ancora li stiamo aspettando”. Perché la fiducia arrivi in Aula servono 16 firme, ma sarà valida solo se otterrà 27 sì sui 40 disponibili. Oltre alle conferenze stampa, per quanto meritorie, sarebbe quindi opportuno che Forza Italia prendesse una posizione netta sulla questione e decidesse se sfiduciare o no Accorinti prima della scadenza del mandato nel 2018.

Aggiornamento 23.11

“Le dichiarazioni rilasciate dal consigliere Trischitta, nelle quali vengo citata in maniera allusiva, sono assolutamente fuori luogo, inappropriate, gravemente lesive del ruolo che rivesto in rappresentanza dei cittadini che democraticamente mi hanno eletta e profondamente offensive del mio essere donna -dichiara il consigliere Cecilia Caccamo. Auspico da parte di Trischitta una seria e approfondita riflessione sullo stile con il quale conduce la sua attività politica e la modalità con cui rende pubbliche le sue denunce. Chiedere chiarezza sugli impegni di spesa delle istituzioni è lecito. Screditare e denigrare, con allusioni prive di fondamento, è deplorevole, demagogico e incompatibile con la carica che si ricopre”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.