#Messina. Accorinti alla Leopolda del PD a Palermo: lo sconcerto di Ialacqua affidato a un post su FB

Il neo assessore Luca Eller Vainicher e il sindaco Renato  Accorinti alla Leopolda di Palermo
Il neo assessore Luca Eller Vainicher e il sindaco Renato Accorinti alla Leopolda di Palermo

Prima un assessore in Giunta iscritto al PD (Luca Eller Vainicher) fatto passare per tecnico, poi la presenza del sindaco Renato Accorinti alla Leopolda del PD a Palermo, ascoltando Davide Faraone che dando il colpo di grazia a quello che resta del Partito Democratico in Sicilia dice sì a MUOS, trivelle e ponte sullo Stretto.

Ma Accorinti a Palermo non è solo, perché si fa accompagnare dagli assessori Sergio De Cola e Vainicher. Ed è un twitt di quest’ultimo che parla di cambiamenti che fa infuriate il commissario del Partito Democratico di Messina Ernesto Carbone, che gli risponde: “Se volete dimettetevi così andiamo a votare presto anche a Messina. “.

Mentre gli accorintiani irriducibili cercano di raccapezzarsi, emerge la spaccatura (evidente da tempo anche se sempre negata) all’interno dell’esecutivo di Zanca. Il tempo del peace and love è ormai un ricordo e adesso si va allo scontro all’arma bianca. Il primo squarcio al cerchio magico che da sempre protegge il sindaco Accornti è dell’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua in un lungo post su facebook, che riportiamo integralmente.

“Alla Faraolda va di scena tutto quello contro cui combattiamo da anni -scrive Ialacqua. Ponte sullo Stretto, termovalorizzatori, Muos, Trivelle… questi alcuni temi cari al sottosegretario Faraone, il regista della cosiddetta “Leopolda” sicula conclusasi oggi a Palermo, che è meglio ribattezzarla Faraolda per il ruolo che il sottosegretario renziano, che “minaccia” la sua candidatura alla presidenza della Regione Sicilia, ha avuto in questi 3 giorni di kermesse renziana.

Faraone ed il suo PD annunciano la resurrezione di progetti “zombies” contro cui abbiamo

sempre combattuto: il Ponte sullo Stretto, contro cui abbiamo marciato e lottato per anni; il Muos, contro cui abbiamo più volte manifestato a Niscemi e non solo; i termovalorizzatori, che ci vedono con la comunità della Valle del Mela per impedire la trasformazione della centrale di San Filippo in un termovalorizzatore; le Trivelle petrolifere, contro le quali diciamo SI al referendum del 17 aprile.

Il twitt di Ernesto Carbone a Vainicher
Il twitt di Ernesto Carbone a Vainicher

Secondo le cronache di questi giorni Faraone scrive in un suo recente libro «Sì al Ponte sullo Stretto perché è di centrosinistra creare condizioni che favoriscano collegamenti agevoli, connessioni con il resto del mondo, sviluppo e occupazione» ed ancora «Sì al Muos perché è di centrosinistra avere a cuore la propria sicurezza …» . Come dimenticare poi che Faraone è il sostenitore della riforma in chiave “autoritaria” della scuola “La Buona scuola è più di una riforma, è made in Italy di idee…”.

Quanto letto e sentito mi basta e mi avanza per dire che non so di quale centro-sinistra parla, non so a quale centro-sinistra appartenga, ma non m’interessa, non rientra nel mio orizzonte politico. Sono lontano anni luce dalle Leopolde o Faraolde che siano. A Palermo in questi giorni è andato in scena tutto quello contro cui combattiamo da anni, non solo per i contenuti ma anche per un linguaggio che non ci appartiene (vedi la pessima battuta anti-Crocetta di Faraone sul TSO). Il mandato politico che ci hanno dato a Messina i cittadini è chiaro e netto: basta con la vecchia politica, basta con i giochi di palazzo, cambiamo la politica e Messina dal basso, per attuare un programma basato su partecipazione, pace, ambiente, legalità e trasparenza, gestione pubblica dei servizi pubblici locali, beni comuni…insomma l’opposto della Faraolda. Altro che “..aprire al PD..e ad una parte precisa del PD”, come blatera qualcuno, altro che “…passaggio di fase strutturale o tentativo disperato di sopravvivere ancora un po’ “ , come delira qualcun altro, siamo stati sempre dall’altra parte della barricata e continueremo ad esserlo. Che se ne facciano TUTTI una ragione!”. 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.

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