#Messina. Accordo trasversale per il PD dimenticando lo Statuto

I giovani del PD durante un evento nell'estate 2013
I giovani del PD durante un evento nell'estate

Tutti dentro. Alla fine pure i renziani storici hanno ceduto entrando nei coordinamenti varati da Basilio Ridolfo, segretario provinciale del PD di Messina.

Resta fuori dal Partito Democratico solo il gruppo che fa riferimento all'ex segretario cittadino Peppe Grioli, in uscita anche dall'Area Civati.

Quest'ultima infatti, modificando la posizione originaria, è entrata pienamente dentro l'accordo tra Laccoto, Panarello e Rinaldi con la benedizione del segretario regionale Fausto Raciti.

Ha fatto un po' scalpore la scelta di Alessandro Russo e Francesco Palano Quero, i renziani messinesi della prima ora, che avevano lanciato insieme a Grioli, Maria Flavia Timbro, Domenico Siracusano e altri il documento dei cosiddetti non-allineati.

Forse ragioni di realpolitik e il rischio di rimanere isolati all'interno di una area renziana sempre più vasta hanno indotto gli ex-ribelli a più miti consigli.

Dentro il coordinamento provinciale di Messina anche Felice Calabrò, il candidato sindaco del centrosinistra ricorrente contro l'attuale primo cittadino. E non sembra un caso che sia stato inserito in prima posizione nell'elenco contenuto nel comunicato di Ridolfo, che molte redazioni, tra le quali anche la nostra, non hanno ricevuto.

A fare da comprimari gli uomini di Panarello, Giuseppe Siracusano e Armando Hyerace, esponenti di Area Dem (la rediviva componente -genovesiana) e poi civatiani e pittelliani. Stessa geografia per il coordinamento provinciale con Laccoto e Panarello, che dovrebbero piazzare Starvaggi e Giglia negli incarichi chiave di tesoriere e responsabile all'organizzazione.

Due sono le questioni che emergono agli occhi degli osservatori più attenti. Innanzitutto la scelta di Ridolfo, che chiamato a normalizzare il quadro non parla di esecutivo del segretario (che è quanto prevede lo statuto del PD) ma di coordinamento provinciale.

A questo fa da contraltare un coordinamento cittadino che dallo statuto dem non è contemplato, visto che invece prevede le cosiddette Unioni i cui organismi dirigenti dovrebbero passare per un eventuale congresso. Ma se l'accordone tiene, le regole possono pure attendere. La sensazione prevalente è che più di una vera e propria pace si tratti di una tregua.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.

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