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Messina accoglie 51 profughi, sono soprattutto eritrei

Sono arrivati su due pullman. Il primo gruppo, verso le 10 di ieri sera, proveniente da Pozzallo e costituito da 40 eritrei. Poi, dopo la mezzanotte, altri 11 profughi di diverse nazionalità (sudanesi, nigeriani, un egiziano e un ghanese) sono giunti direttamente da Lampedusa.

“Tutto si è svolto senza problemi -fanno sapere dalla Prefettura- con molta tranquillità e serenità. Abbiamo lavorato per offrire un primo appoggio, ma è ovvio che a breve saranno trasferiti in centri più adeguati”.

I locali sono stati messi a disposizione dall’Ateneo di Messina, che in una nota sottolinea che nell’offrirli “per l’ospitalità di un gruppo di profughi, l’Università, conscia dell’immane tragedia vissuta in questi ultimi giorni

dagli immigrati che sbarcano sulle coste siciliane, non fa solo esercizio di generosità.

Intanto, da Università di mare, rispetta la legge del mare che impone assistenza. Poi, ricopre oltre alla funzione di trasmissione del sapere, anche quella di formatrice di coscienze, indicando e praticando percorsi di solidarietà. Ancora, mette in valore risorse proprie, ma oggi beni comuni, per la collettività intesa questa volta non in una dimensione puramente localistica.  La sensibilità nella risposta di aiuto viene da tutte le componenti dell’Ateneo, formate non per escludere il diverso,  ma piuttosto per considerarlo fratello”.

Al lavoro le associazioni umanitarie della città, Croce Rossa in testa, mentre nell’arco della giornata rappresentanti dell’Università e della Prefettura si avvicenderanno nella struttura messa a disposizione dall’Ateneo per verificare le condizioni dei profughi e contribuire alla loro assistenza.