Mercosur, Rifondazione Comunista – Sinistra Europea: “L’intesa rappresenta un pericolo concreto per agricoltura”

agricoltura mercosur siciliansSIRACUSA. “Esprimiamo la ferma contrarietà alla firma dell’accordo Mercosur, un’intesa che rappresenta un pericolo concreto per l’agricoltura italiana e, in modo ancora più drammatico, per le produzioni del Sud e della Sicilia”. Così Peppe Puccia, segretario federazione Siracusa/Ragusa di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, che aggiunge: “I dubbi che il Governo Meloni aveva su questa intesa, come per le accise sui carburanti e la revisione della legge Fornero, sono stati velocemente ritrattati. Per dovere di cronaca bisogna dire anche che il Governo è stato “sollecitato” a firmare anche dal Partito Democratico. Alla faccia della sovranità alimentare bipartisan urlata ai quattro venti e poi tradita alla prima occasione utile.

Mentre il governo ha celebrato il riconoscimento UNESCO della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità -aggiunge Puccia- la scelta di sostenere un accordo commerciale che spalanca le porte a prodotti agricoli sudamericani a basso costo e con standard produttivi inferiori rischia di infliggere un colpo mortale alle nostre filiere locali. È un atto di ipocrisia politica che tradisce gli agricoltori, i lavoratori e le comunità che vivono di agricoltura di qualità. E di certo, non sarà un vantaggio nemmeno per gli agricoltori del Sud America che saranno stritolati dalle produzioni destinate alle esportazioni e al massimo profitto dei grandi proprietari.

Il Mezzogiorno e la Sicilia, caratterizzati da aziende medio‑piccole, produzioni di eccellenza e un tessuto economico fragile, saranno i territori più penalizzati. L’arrivo massiccio di merci provenienti da sistemi agricoli basati su grandi estensioni, costi del lavoro irrisori e l’utilizzo di sostanze attive vietate in Europa produrrà effetti devastanti: crollo dei prezzi e perdita di reddito per migliaia di aziende agricole, concorrenza sleale dovuta a standard ambientali e sanitari non comparabili, indebolimento delle filiere locali, già messe alla prova da crisi strutturali e infrastrutture insufficienti, rischio di desertificazione produttiva nelle aree rurali del Sud.

La Sicilia, con i suoi comparti agrumicolo, orticolo, cerealicolo e vitivinicolo, rischia di essere travolta da un’ondata di prodotti a basso costo che nessuna clausola di salvaguardia potrà realmente contenere. Le tutele previste dall’accordo sono vaghe, difficili da applicare e totalmente insufficienti a compensare la sproporzione tra i due modelli produttivi.

Come Rifondazione Comunista Siracusa–Ragusa denunciamo con forza la responsabilità del Governo italiano e delle forze politiche che hanno sostenuto o sollecitato la firma dell’accordo. È inaccettabile sacrificare il futuro dell’agricoltura meridionale per favorire gli interessi dell’industria del Nord Europa.

Lanciamo un appello alle istituzioni locali, regionali e nazionali, ai sindacati, alle associazioni agricole e ai cittadini: è il momento di mobilitarsi. La Sicilia non può essere trasformata in una colonia commerciale dove le produzioni locali sono schiacciate da logiche di mercato e di sfruttamento che ignorano la qualità, la sostenibilità e il lavoro.

Rifondazione Comunista continuerà a battersi al fianco degli agricoltori, siciliani e sudamericani, dei lavoratori e delle comunità del territorio per difendere il diritto a un’agricoltura sana, giusta e rispettosa dell’ambiente e dei diritti di chi vive coltivando la terra. La battaglia contro il Mercosur e la sua logica liberista è una battaglia per il futuro della Sicilia”.