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Memorie di un presidente di seggio sopravvissuto alle elezioni

Oramai non ricordo neanche più quante volte sono stato componente di seggio elettorale a Messina. La prima volta iniziai a 18 anni come scrutatore, fortunato estratto del famoso sorteggio, quando ancora non esisteva nemmeno la tessera elettorale e per votare si consegnava un foglietto, una parte del quale rimaneva al presidente di seggio e l’altra all’elettore.

Dopo successive esperienze come scrutatore, ho ricoperto prima l’incarico di segretario ed infine quello di presidente affrontando ogni genere di consultazioni, dai Referendum alle Politiche ed alle Regionali, per chiudere con le tanto temute Amministrative.

Gli amici da sempre mi chiedono perché lo faccio e, soprattutto, perché continuo ad assumermi tale responsabilità a fronte di un compenso davvero esiguo ed insufficiente.

È vero, me lo chiedo sempre anch’io, ma alla fine mi lascio trasportare dalla partecipazione attiva al momento elettorale.

Adoro i giorni delle consultazioni. Mi piace respirare quell’aria e vedere avvicendarsi nei seggi i soggetti più disparati (ed alle volte persino grotteschi), dai votanti ai rappresentanti di lista, passando per i componenti della mia sezione, con i quali cerco sempre di creare sin da subito una speciale atmosfera, quasi familiare e di spirito di gruppo.

Anche in quest’ultima tornata elettorale, come accade ogni volta per le elezioni Amministrative, per la estrema delicatezza dell’incarico e della situazione in cui si trova Messina, si è assistito ad una vera e propria moria di presidenti.

Pochissimi, infatti, hanno presentano domanda di disponibilità e conseguentemente tanti si sono trovati nominati d’ufficio (proprio come il sottoscritto) ma pronti ad adempiere all’incarico affidato con senso del dovere. Naturalmente, ero ben conscio di quello cui andavo incontro e non nascondo che proprio per questa ragione non avevo presentato come di consueto la mia disponibilità ad essere nominato. E così come me, tanti amici presidenti che conosco personalmente, con i quali abbiamo condiviso in questi anni questa avventura come una grande famiglia.

In questa situazione di emergenza, la Corte d’Appello ha dovuto precettare d’ufficio diversi presidenti di sezione, scegliendoli in parte tra coloro che avevano già svolto questo incarico ed in parte, costretta dalla necessità, anche tra gente di prima nomina, che non era mai stata all’interno di un seggio in nessuno degli altri ruoli.

In questa tornata, proprio per la sua estrema delicatezza, avrei preferito portare con me come segretario la persona con la quale ho spesso collaborato e che è stata per me sempre la migliore in questo ruolo, insostituibile per la sua precisione nella compilazione dei verbali e nella organizzazione dei plichi.

Anche questa persona ormai è stata promossa al ruolo di presidente già dalle precedenti Politiche e confermata in questo ruolo anche questa volta. Pertanto, mi sono messo alla ricerca disperata di un buon segretario, ricevendo innumerevoli rifiuti, per poi approdare per mero e fortunato caso al mio santo collega Marcello, che non finirò mai di ringraziare per l’immenso aiuto ed il supporto anche morale.

Di contro, molti presidenti nominati più fortunati di me, tra  malattie dell’ultimo minuto e impegni professionali improrogabili, sono tranquillamente riusciti a farsi esonerare.

Il lavoro all’interno di un seggio elettorale non è però come molti pensano una passeggiata né è adeguatamente pagato. Ci si trova a dover far fronte ad ogni tipo di imprevisto, affrontando numerosi ostacoli come comunicazioni incomplete e contraddittorie inviate da parte dell’Ufficio Elettorale Comunale, senza contare le deficienze organizzative, le leggi ed i regolamenti vetusti e per lo più inapplicabili, per non parlare delle strutture e dei rapporti umani.

Dunque sta qui l’abilità di ogni presidente: dotarsi di prontezza e senso pratico e affrontare le questioni con grande elasticità mentale e senza restare legati ad un manuale per nulla aderente alla realtà. All’arrivo alla sezione in cui siamo assegnati non è difficile incontrare ogni volta gli stessi presidenti con i quali ci conosciamo bene o male tutti e con cui ci supportiamo a vicenda.

Dall’inizio delle operazioni di sezione la disorganizzazione regna sovrana e, come spesso accade, i pacchi contenenti le schede il più delle volte non contengono il numero dichiarato. Si inizia mettendo numerose firme, passando alla ricopiature nelle tabelle di scrutinio con tutti i nomi dei candidati e delle liste, che portano puntualmente il segretario del seggio ad un ricovero forzato per lesione dei legamenti del polso.

E questo, quando invece sarebbe molto più semplice per l’Ufficio Elettorale provvedere a stampare liste e candidati, che sarebbero di notevole aiuto al seggio anche per la celerità delle operazioni e per evitare errori. Ma chi siamo noi contribuenti per dire al Comune come deve spendere i nostri preziosi soldi?. Non dimenticando che i verbali da compilare in duplice copia con il relativo estratto, necessitano il possesso di una doppia laurea solo per essere compresi.

Quest’anno, ci siamo destreggiati tra risorse di cancelleria ridotte al lumicino per la famosa me temutissima spending review e l’assenza quasi totali dei vigili urbani per carenza di organico, che non hanno neanche provveduto al ritiro per tempo delle relative comunicazioni. Intorno alle 22 di lunedì sera, quando ero tranquillo e felice credendo di avere finito tutto lo spoglio e stavo provvedendo alla compilazione dei verbali, arriva per tutti i presidenti la ciliegina sulla torta: una fantastica comunicazione inerente la compilazione di un apposito prospetto statistico, che ha dato filo da torcere a non pochi di noi, impegnando il sottoscritto per ben 3 ore per far quadrare i conti e facendomi concludere lo spoglio delle circoscrizioni e la relativa consegna di tutto il materiale al Comune solo dopo le 4 del mattino.

Unica nota positiva di questa elezione, le buste numerate per la consegna finale, che non sono state le solite matriosche senza fine, che facevano perdere ore ed ore per capire cosa inserirvi per essere certi che tutte contenessero il materiale al posto giusto. Anche se, ancora oggi dopo tanti anni, mi chiedo come fosse possibile chiudere l’ultima busta sigillando e apponendo il timbro della sezione se proprio all’interno di questa deve essere conservato il timbro…

Ecco spiegato il perché del verificarsi di certi grossolani errori a Messina da parte di alcuni presidenti di sezione alle recenti elezioni amministrative. Non è certo colpa solo dei presidenti che tantissimi, senza davvero sapere di cosa stavano parlando, hanno accusato di solenne ignoranza ed incompetenza. Peraltro, a voler essere estremamente fiscali, solamente pochi presidenti sono stati richiamati ufficialmente, probabilmente meno del 10% del numero totale.

Qualche lettore potrà chiedersi perché ho sentito il bisogno di scrivere questo. Semplice, perché nelle ultime 48 ore non ho letto e sentito altro che parlare dell’incompetenza dei presidenti di seggio e la cosa mi ha notevolmente infastidito perché non si possono generalizzare le colpe.

Se da un lato la nomina di presidenti giovani ed inesperti non è stata certamente un’idea geniale, d’altra parte la mancata formazione adeguata prima e una puntuale assistenza in corso di cose proprio a questi neofiti dei seggi elettorali, unite alla enorme, abissale e lapalissiana disinformazione alla cittadinanza sulle corrette modalità di espressione del voto hanno reso possibile il pasticcio.

Ho sentito infatti di moltissimi voti che non è stato possibile assegnare ai sindaci perché è stata barrata solo la lista e non anche il nome dello stesso. E questa, senza ombra di dubbio, non è colpa dei presidenti, che sono chiamati sì ad interpretare la volontà dell’elettore nel modo più favorevole possibile per salvare il suo voto, ma ai quali non sono ancora richieste doti divinatorie per capire, tra i due simboli segnati, chi la persona voglia come sindaco e chi come consigliere comunale.

Spero solo che di questa esperienza si faccia tesoro e si modifichi il sistema di nomina sia di scrutatori che di presidenti, organizzando corsi di formazione o incontri pre-elettorali volti ad illustrare tutte le operazioni di sezione, senza ridursi in corso di spoglio ad effettuare comunicazioni rompicapo tali da rallentare le operazioni e mettere in difficoltà anche i presidenti di comprovata esperienza.

Naturalmente, andrebbe anche rivisto l’Albo dei Presidenti, con un accesso più restrittivo, che preveda che lo stesso abbia partecipato nella qualità di scrutatore o segretario a precedenti elezioni per poi giungere alla Amministrative solo dopo avere svolto prima Referendum, Politiche e Regionali.

Concludendo, credo di avere come sempre adempiuto correttamente al mio dovere, come anche molti miei colleghi. Se sono sempre stato riconfermato così a lungo, e come me anche altri presidenti, non sarà stato evidentemente frutto del caso o di altre motivazioni, come hanno sentenziato diffusamente ed a sproposito come nella migliore tradizione i soliti opinionisti dell’ultima ora, nei commenti di vari siti di informazione locale.

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.