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Mediazione addio, si torna a litigare in Tribunale

La mediazione finisce in soffitta e diventa solo un ricordo. A deciderlo la Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità della mediazione per eccesso di delega legislativa.

In particolare, ad essere ritenuta illegittima la norma che prevedeva il carattere obbligatorio della mediazione.

La mediazione civile e commerciale nasce con il Disegno legislativo 28 del 2010 e diventa obbligatoria in quasi tutte le controversie. In particolare per le liti di condominio, i diritti reali, la divisione, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, la locazione, il comodato e l’affitto di azienda. E ancora: risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica, da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità oltre che per i contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’idea iniziale era quella di poter risolvere le controversie tramite un accordo amichevole, su proposta formulata dal mediatore, cercando risolvendo in appena 4 mesi la lite insorta. Con tale sistema si credeva di alleggerire il sistema giudiziario ed evitare nel così i tempi lunghi della giustizia addossando però sul cittadino notevoli costi di accesso alla mediazione.

Tale sentenza ha certamente ha costituito un duro colpo per i vari centri di mediazione che hanno investito ingenti capitali in questo grosso businnes e che ora di colpo si sono visti azzerare le domande di conciliazione.

Come era prevedibile, le varie lobby non sono rimaste di certo a guardare e approfittando dell’approvazione della legge di stabilità, hanno presentato alcuni emendamenti il cui unico scopo era quello di reintrodurre la mediazione obbligatoria.

Peccato per loro che l’assalto alla diligenza non sia riuscito e almeno per il momento, si è posta fine ad ogni loro speranza di far risorgere questo immenso businnes.

Del resto, è sotto gli occhi di tutti che la mediazione è stato un grosso fallimento, basta dare un occhiata ai dati forniti dal ministero di competenza per comprendere che l’istituto della mediazione ha prodotto solo costi raddoppiati per accedere alla macchina della giustizia, senza minimamente riuscire nell’intento di ridurre il carico del contenzioso.

Ma se da un lato c’è chi rosica e pensa ai soldi spesi, fortunatamente c’è chi esulta. Nello specifico gli avvocati, buona parte dei quali non ha mai digerito la mediazione e finalmente potrà tornare ad affollare le aule di giustizia senza passare per la mediazione obbligatoria. Anche se c’è da dire che molti cercare di “mediare” come si è sempre fatto, cercando di trovare una soluzione stragiudiziale delle controversie.

Pertanto, adesso il cittadino che vorrà ricorrere alle vie giudiziarie non avrà più la necessità e l’obbligo di svolgere preventivamente la mediazione come condizione di procedibilità del giudizio, risparmiando soldi e tempo.

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.