Maxi processo alla criminalità organizzata barcellonese: Salvatore Iannello collabora, il processo si divide in due tronconi

17. Il Tribunale di MessinaSi è celebrata oggi la prima udienza del maxi processo che vede imputati numerosi appartenenti a un’associazione per delinquere radicata nel territorio barcellonese, facente capo a Salvatore Iannello, recentemente divenuto collaboratore di giustizia.

Nel corso dell’udienza preliminare celebrata d’innazi alla dottoressa De Francesco , il pubblico ministero Francesco Massara ha depositato quattro verbali contenenti le prime dichiarazioni rese da Iannello. Nei documenti, il neo collaboratore ammette l’esistenza dell’associazione criminale operante a Barcellona Pozzo di Gotto, sottolineando legami e interessi comuni con altre organizzazioni mafiose su scala nazionale.

Le indagini, che hanno portato a sequestri per un valore di diversi milioni di euro, sono il frutto di un’operazione investigativa di ampio respiro che ha coinvolto anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina.

Nel corso dell’udienza odierna, il GUP ha disposto la separazione del procedimento in due tronconi: uno riguardante i reati legati all’associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, l’altro riguardanti i capi di imputazione dal 34 al 146 aventi ad oggetto svariate ipotesi di contraffazione tutte commesse nell’alveo dell’unico
Disegno criminoso sfociato nella contestata associazione a delinquere ex art. 416 c.p.

A difendere i numerosi imputati è un ampio collegio difensivo, composto dagli avvocati Diego Lanza, Alessandro Lopes, Giuseppe Lo Presti, Antonino Pirri, Nino Aloisio, Salvatore Silvestro, Sebastiano Campanella, Pinuccio Calabrò, Filippo Barbera, Gaetano Pino, Fabio Catania, Giuseppe Ciminata, Santi Certo e Tino Celi.

La prossima udienza vedrà il PM Massara, in rappresentanza della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, avanzare le richieste di condanna per gli imputati.