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Maurizio, Giovanna e il ritorno alla politica della “polis”

E’ con la voce che a tratti si rompe per l’emozione che Giovanna Marano -ex segretario della Fiom siciliana- parla della sua candidatura alla presidenza della Regione, lanciata dopo la forzata rinuncia di Claudio Fava a causa dall’ormai noto ”incidente” con la burocrazia.

L’occasione la offre l’attore messinese Maurizio Marchetti, che ha voluto aprire la propria campagna elettorale da candidato all’Assemblea Regionale con un happening politico-culturale al  Giardino Corallo, animato da un gran numero di attori e musicisti peloritani.

Una serata in cui la politica si è  liberata dalla dimensione di separatezza dalla vita quotidiana della gente “normale” che le è  stata cucita addosso dalla retorica della “casta” per tornare ad essere “luogo in cui ritrovarsi per discutere, agire, lavorare insieme e in cui ognuno da’ il proprio contributo di idee, forza, esperienza.”

Con la sapiente regia di Ninni Bruschetta , anche lui coinvolto pienamente nel progetto, si sono alternati sul palco artisti diversi per storia e inclinazione , dando voce con i linguaggi più vari alla medesima esigenza di profondo cambiamento che esprime oggi la parte più viva della società siciliana.  Nino Frassica , con il suo pastiche di canzoni e battute surreali, il cantautore Tony Canto con Giancarlo Parisi  e l’ex Kunsertu Feisal Taher, i readings di  Giampiero Cicciò, e Giovanni Boncoddo e l’ospitata a sorpresa dell’”onorevole Pisciazza”, personaggio satirico interpretato da Antonio Alveario. E ancora  Riccardo Morganti, Francesco Bernava, Cecilia Foti, Giovanni Renzo, Gianfranco Quero, Roberta Marchese, Natale Pagano, Paolo Aragona, Enzo Maimone, Laura Giacobbe, Giuseppe Giamboi, Mary Cambria e Donatella Venuti.

Anche  Moni Ovadia, Pif e Pupetto, attraverso contributi video hanno ribadito il proprio sostegno a Maurizio Marchetti e , attraverso lui, al progetto di LiberaSicilia , a Giovanna Marano e a Claudio Fava che -presente anche lui- non ha mancato di ironizzare sul proprio inciampo nei meandri delle leggi elettorali. Mentre Marano, pensando ai propri anni trascorsi a fianco dei lavoratori in Cgil , ha ricordato come le produzioni culturali siano parte integrante del mondo del lavoro. Un lavoro di cui deve essere  “recuperata la centralità come piena espressione della persona ma anche e soprattutto come dono di sé alla collettività”. Un lavoro che in Sicilia oggi è fonte di sofferenze perché non c’è,  ma anche perché  quando c’è è privo di quei diritti fondamentali che lo rendono un bisogno primario delle persone  e non una fonte di abbrutimento.

E contro questa costante offesa alla dignità umana Maurizio Marchetti, indossati per un attimo i panni del “bravo candidato”, invita a  non sprecare le buone occasioni per cambiare le cose e a “metterci la faccia” .