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Mance in viaggio e regali a cena

Cara Contessa, ho 20 anni e a Pasqua partirò per la prima volta senza i miei genitori. Di solito, sono loro a pensare a tutto, ma questa volta sarò con dei loro amici e non voglio fare cattiva figura. Come mi devo regolare con le mance? Grazie, Cetty G.

Gentile cetty, in fatto di mance ogni Paese ha le proprie abitudini. Per esempio, negli Stati Uniti sono di fatto un obbligo e si calcolano sul 15-20 per cento del totale da dare a fattorini, tassisti, camerieri e simili. Anche se nella sua lettera non lo specifica, mi sembra di capire che lei resterà in Italia. Da noi è molto semplice: al ristorante, al bar o nei locali pubblici, la mancia è di competenza di chi paga il conto e di solito corrisponde al 10 per cento del totale. Se si fa alla romana, ciascuno arrotonda per eccesso la propria quota. In albergo invece, calcoli il 10 per cento del costo di una giornata di permanenza e lo dia la prima volta che la incrocia alla cameriera che si occupa della sua stanza. Se ha solo una valigia, la fattorino che gliela porta in camera dia 5-10 euro e lo stesso faccia al momento della partenza. Se si muove con molti bagagli, ma allora sarebbe solo una turista e non una viaggiatrice, si regoli di conseguenza. In ogni caso, quale che sia la somma, si ricordi di accompagnarla sempre con un grazie ed un sorriso.

Gentile Contessa Lara, quando sono invitato a cena non so mai se portare o no qualcosa a chi mi invita. Ho notato che non tutti lo fanno. Mi può dare un consiglio? Gianni L.

Gentile Gianni, portare un piccolo pensiero quando si è invitati da amici e conoscenti, non mi riferisco a ricorrenze particolari per le quali è ovvio che un regalo è d’obbligo, è sempre un gesto signorile. Nulla di eccessivo, perché metterebbe in imbarazzo i suoi ospiti, ma un piccolo pensiero sì. Se va da una coppia, privilegi la signora donandole dei fiori o una piccola pianta. Se invece chi invita è un uomo, a meno che non conosca espressamente i suoi gusti, meglio del vino o un liquore particolare. A meno che non si sia in confidenza, meglio evitare di portare dei dolci, perché una buona padrona di casa prevede sempre il dessert nel proprio menù. E se per un imprevisto dovesse arrivare a mani vuote niente paura: entrando si scusi spiegando che arriva “direttamente da…” e poi il giorno dopo invii dei fiori accompagnati da un biglietto di ringraziamento.

Se volete dalla Contessa Lara una risposta ai vostri dubbi di bon ton scrivete a: redazione.messina@sicilians.it

Contessa Lara

Contessa Lara è il nom de plume di una gentildonna messinese che non ama mettersi in mostra. Fedele agli insegnamenti della sua gioventù (le signore compaiono sui giornali solo tre volte: quando nascono, quando si sposano e quando muoiono) ha deciso di collaborare con noi, ma con discrezione. Ovviamente abbiamo accettato con gioia, sicuri che la sua competenza sarà un prezioso aiuto per chi già conosce le buone maniere e per chi invece ha ancora molta strada da percorrere sulle impervie vie del saper vivere.