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Mafia a Barcellona: respingere le accuse non basta

Attilio Manca. Secondo la Procura di Viterbo a distruggere il suo volto è stata la caduta accidentale sul telecomando.
Attilio Manca. Secondo la Procura di Viterbo a distruggere il suo volto è stata la caduta accidentale sul telecomando.

La dichiarazione del vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia Claudio Fava Barcellona si conferma capitale mafiosa, poi ribadita ieri in conferenza stampa dalla presidente Rosy Bindi dopo la due giorni in riva allo Stretto, ha indignato alcuni barcellonesi.

Ieri sera hanno organizzato una civilissima protesta a piazza Duomo, sostenendo la propria estraneità alla criminalità organizzata.

Fermo restando il diritto legittimo di non condividere le conclusioni, ché di questo si tratta e non di semplici dichiarazioni, della Commissione Antimafia, resta però il fatto che quando affermato dai parlamentari è il frutto delle audizioni sia a Messina che a Barcellona stessa.

E giusto per non andare troppo lontano, visto che tra le persone ascoltate dalla Commissione ci sono stati anche i familiari di Attilio Manca, l’urologo ucciso dalla mafia barcellonese proprio per nascondere le aderenze in loco e la latitanza del criminale mafioso Bernardo Provenzano, vale la pensa soffermarsi sulle sofferenze di chi la mafiosità di Barcellona e dei barcellonesi l’ha sperimentata sulla propria pelle.

Decisi a non rassegnarsi alla diffamante accusa che Attilio Manca sia morto per overdose (nessuno alla Procura di Viterbo ha mai chiarito come sia possibile che un mancino si inietti non una ma ben due dosi letali nel braccio sinistro e subito dopo abbia tempo e voglia di gettare le siringhe nell’immondizia e di tirare a lucido l’appartamento, così da non lasciare alcuna traccia se non quelle di un cugino, Ugo Manca, coinvolto nell’inchiesta per la morte dell’urologo) i genitori e il fratello del medico barcellonese hanno pagato con un isolamento totale e assoluto la loro fame di verità.

Spariti gli amici di sempre, i familiari. Angela Manca, la madre coraggio che non si arrende, ha sempre denunciato l’indifferenza di Barcellona non solo per la morte tragica del figlio, ma anche per l’infamante accusa di essere un drogato. Nella foto pubblicata a corredo dell’articolo nel quale si contestano le affermazioni della Commissione Antimafia, si vede uno striscione che riporta la scritta “Barcellona capitale mafiosa -99%”.

Ecco, senza nulla togliere a chi ha organizzato l’iniziativa, pochi purtroppo a giudicare dalla foto, forse sarebbe opportuno rivedere le cifre sulla presunta non mafiosità di Barcellona e magari impegnarsi un po’ di più per aiutare la famiglia Manca a ristabilire la verità.

La foto che pubblichiamo, un fotogramma da Chi l’ha visto di Rai Tre, dimostra chiaramente che Attilio Manca non è morto per overdose. Guardiamola e non dimentichiamo.

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.