Mafia a Barcellona Pozzo di Gotto, comminate pene per oltre 70 anni al clan Ofria
MESSINA. Pene per oltre 70 anni. Emessa la sentenza nel procedimento penale nato dall’inchiesta sul presunto controllo illecito dell’azienda “Bellinvia Carmela”, formalmente intestata alla madre dei fratelli Ofria di Barcellona Pozzo di Gotto e attiva dal 1980 nei settori della rottamazione, dei ricambi auto e dello smaltimento anche di rifiuti speciali.
Secondo l’accusa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, il gruppo mafioso barcellonese riconducibile agli Ofria avrebbe continuato a gestire l’attività per anni, nonostante sequestri e confische, operando nell’ombra e commettendo diversi reati aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa.
Il verdetto è stato pronunciato dal Tribunale di Messina e segna un ridimensionamento rispetto alle richieste avanzate dalla Procura.
Le condanne
Le pene inflitte risultano in molti casi inferiori rispetto a quelle richieste dall’accusa, anche grazie alla scelta del rito abbreviato. Le principali condanne: Salvatore Ofria (16 anni e 4 mesi), Domenico Ofria (15 anni e 2 mesi), Giuseppe Ofria (14 anni, un mese e 10 giorni), Luisella Alesci (9 anni e 20 giorni), Angelo Munafò (9 anni, 4 mesi e 20 giorni), Paolo Salvo, detto Sacco, (8 anni e 10 mesi).
Pene più contenute, pari a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, sono state inflitte a Tiziana Foti, Giuseppe Accetta, Natale De Pasquale, Salvatore Crinò, Antonino Ofria, Carmelo Ofria e Fabio Salvo. Condanne minori anche per Francesco Siracusa (2 anni e 8 mesi), Salvatore Scarpaci (2 anni e 8 mesi).
Le richieste della Procura.
Durante la requisitoria, i pubblici ministeri avevano sollecitato pene più severe: 20 anni per Salvatore e Domenico Ofria, 18 anni per Giuseppe Ofria, 12 anni per Alesci e Munafò, 10 anni per Paolo Salvo, 8 anni per Tiziana Foti, 6 anni per altri imputati e 4 anni e mezzo per Fabio Salvo.
Misure accessorie
La sentenza include anche diverse pene accessorie rilevanti: interdizione perpetua dai pubblici uffici per Alesci, Munafò e i fratelli Ofria, oltre a Paolo Salvo; interdizione temporanea di cinque anni per altri imputati; incapacità perpetua di contrattare con la Pubblica Amministrazione per alcuni dei condannati; libertà vigilata per tre anni per Domenico, Giuseppe e Salvatore Ofria;
confisca delle somme già sequestrate. Disposto inoltre il risarcimento dei danni e il pagamento delle spese processuali.
Il collegio difensivo
La difesa degli imputati è stata affidata a un collegio composto dagli avvocati Giuseppe Lo Presti, Salvatore Silvestro, Antonino Pirri, Tommaso Calderone, Fabio Catania, Pinuccio Calabrò, Tindaro Grasso, Giuseppe Cicciari, Tindaro Celi e Francesco Scattareggia Marchese.

