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L’UDC siciliana al lavoro sul Terzo Polo

“Le ragioni per le quali siamo usciti dal governo Lombardo e ci siamo collocati in un ruolo di opposizione responsabile sono chiare e note a tutti. Mi dispiace che ci sia ancora gente che fa finta di non capire. Questo governo non è nelle condizioni di fare le riforme che servono alla Sicilia e non ha un progetto credibile di risanamento dei conti pubblici della Regione. Mancano all’appello 1 miliardo e mezzo di euro di spesa pubblica regionale, da tagliare, e nessuno dice cosa bisogna fare. Il commissario dello Stato giustamente ha impugnato le ultime 3 leggi di spesa approvate dall’Assemblea regionale perché non vi sono risorse disponibili ed il bilancio della Regione non può più essere truccato. Siamo sull’orlo del baratro finanziario e sociale e tanti sul versante della maggioranza continuano a far finta di niente ‘ballando sul Titanic’”. Senza mezzi termini il capogruppo UDC al Senato e coordinatore regionale del partito Gianpiero D’Alia ribadisce i motivi della rottura con l’esecutivo Lombardo.  

“Non è più tempo di gestioni clientelari del potere regionale –aggiunge. È tempo di varare una grande riforma economica della Regione partendo dall’immediato adeguamento della legislazione al decreto Monti, altrimenti si finisce come nella gestione della Sanità. Su questo punto sono totalmente d’accordo con quanto ha dichiarato il segretario regionale della Cisl, Maurizio Bernava: le sue parole certificano il fallimento della riforma Russo, che anziché avvicinare la sanità al territorio ed ai cittadini arricchisce potentati economici privati e pubbliche clientele, ad esempio in materia di reclutamento di primari e responsabili di unità semplici e complesse. Per questo

sosterremo all’Ars le 3 proposte di legge di iniziativa della Cisl”.   

Ma gli affondi del leader siciliano dell’UDC riguardano anche i futuri scenari politici. “Leggiamo su qualche giornale -continua ancora D’Alia- che noi in Sicilia avremmo chiuso l’esperienza del Terzo Polo. Anche questa è una notizia falsa. Vorrei ricordare a chi ha memoria corta che il Terzo Polo in Italia è nato grazie all’intuizione di Pier Ferdinando Casini e dell’Udc, che per primi e da soli, nel 2008 hanno scelto la strada dell’alternativa a questa destra e a questa sinistra, che hanno messo in ginocchio il nostro Paese. E’ chiaro che nell’Isola noi vogliamo costruire il Terzo Polo che non è né un fatto numerico né uno strumento gattopardesco per continuare a gestire in maniera spregiudicata il potere. Il Terzo Polo è un progetto politico e culturale alternativo a ciò, che in questi 17 anni di finto bipolarismo, ha gestito male l’ Italia e la Sicilia. Siamo quindi usciti dal governo proprio per costruire il Terzo Polo, partendo dai contenuti concreti dell’azione politica e non dall’assemblaggio di sigle. Anche in Sicilia esso si costruisce sui contenuti del progetto
di Casini, Fini e Rutelli”. 

“Per queste ragioni -conclude il parlamentare centrista -abbiamo molto apprezzato la decisione della nostra capogruppo all’Ars Giulia Adamo di cambiare la denominazione del Gruppo parlamentare a Sala d’Ercole in “Udc per il Terzo Polo”. La stessa cosa faremo in tutti i Comuni ed in tutte le province siciliane. E su queste nostre iniziative inviteremo gli amici di Fli e Api a confrontarsi, anche perché comprendiamo umanamente la loro difficoltà a lasciare rapidamente qualche strapuntino del potere regionale”.